Prima personale italiana nella Galleria Monogramma per l'artista francese: la lingerie scolpita come metafora dell'intimo e della forza della fragilità femminile
Il pizzo e il marmo, la trasparenza e la durezza. Sono le due immagini, opposte e complementari, che danno il titolo a “Rêve de Dentelle”, la prima mostra personale italiana della scultrice francese Bénédicte Roland, presentata a Roma nella Galleria Monogramma, in via Margutta, 102.
Il titolo richiama il tema delle donne di oggi: il pizzo come simbolo di delicatezza, il marmo come materia eterna e resistente. È in questa tensione che nasce il racconto dell’artista. La lingerie diventa metafora dell’intimo, di ciò che protegge e allo stesso tempo rivela, mentre il marmo ne fissa la memoria e trasforma la fragilità in monumento. Un gesto radicale, quello di una donna che taglia una pietra così dura: sottrarre all’effimero un pizzo, una trasparenza, una piega di seta, e consegnarli alla materia più nobile ed eterna. Tra le opere c’è “Aphrodite”, in marmo di Carrara, di 50 x 40 x 20 centimetri.
In un’epoca di immagini veloci, che si usano e si gettano, il lavoro di Roland segue la strada opposta. Servono mesi di lavoro manuale, fatto di polvere e silenzio, per dare eternità a un istante d’intimità. Le sue lingerie di marmo, spiega la presentazione, sono un’assenza presente: l’abito femminile senza il corpo, e la sua memoria. Dove ci si aspetterebbe un corpo monumentale, l’artista scolpisce il pizzo; dove ci si aspetterebbe la pietra fredda, fa nascere il calore di una pelle e la piega di un indumento che ha vissuto, amato, atteso.
L’opera di Roland rende omaggio alla forza della fragilità femminile attraverso la tecnica scultorea più classica e tradizionalmente patriarcale, qui sovvertita con dolcezza. Si inserisce nel ritorno alla materia dell’arte contemporanea e in quello che viene definito un nuovo femminismo poetico. Il messaggio, sintetizzano gli organizzatori, è che ciò che si crede fragile è in realtà ciò che non si spezzerà mai.