Scoperto a Montopoli di Sabina il sistema idraulico della villa dei Casoni. Le ricerche della Soprintendenza rivelano un impianto precedente alla conquista romana
photo credit: Sabine Huebner via Fb
Un importante acquedotto di epoca romana è stato scoperto all’interno della Villa dei Casoni, nel territorio di Montopoli di Sabina, in provincia di Rieti. Il ritrovamento, frutto di mesi di ricerche sul patrimonio ipogeo della Sabina, si deve al lavoro congiunto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, che coordina gli scavi, e del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio. La villa dei Casoni, risalente all’epoca repubblicana, si sviluppava su due terrazze digradanti: quella inferiore ospitava il giardino con ninfeo e piscina circolare, mentre su quella superiore si articolava la zona residenziale con criptoportico, cubicoli e tablino. Un complesso di notevole importanza per l’architettura romana della Sabina.
La presenza di “acquedotti molto antichi” e della cosiddetta Fonte Varrone era già documentata tra la fine del Settecento e l’Ottocento da diverse fonti storiche, ma fino ad oggi non era stato possibile localizzarli con certezza. Solo grazie a un’accurata indagine topografica e a ripetute ricognizioni sul territorio gli archeologi sono riusciti a rintracciare non solo la fonte, ma anche l’acquedotto e le sorgenti che alimentavano l’intero complesso.
“La scoperta di questo acquedotto rappresenta un’opportunità unica per comprendere l’approvvigionamento idraulico di una delle ville più importanti della Sabina”, sottolinea Nadia Fagiani della Soprintendenza. E aggiunge: “Grazie alla tecnologia Lidar sarà possibile ottenere una mappatura completa in 3D dell’intero sistema idraulico sotterraneo, in relazione alle strutture murarie e agli ambienti soprastanti della villa”.
Ma c’è di più. Trattandosi di un’opera idraulica molto antica, lo studio consentirà di ampliare le conoscenze sugli insediamenti sabini, i cosiddetti vici, antecedenti alla conquista romana. Un tassello fondamentale per ricostruire la storia del territorio prima dell’arrivo delle legioni.
Le indagini speleologiche hanno permesso di individuare un complesso sistema idraulico sotterraneo costituito da una rete articolata di cunicoli scavati nel conglomerato naturale. “Si tratta di un sistema di drenaggio e captazione delle acque situato a circa 300 metri dalla villa”, spiega Cristiano Ranieri, presidente del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio.
“Le acque provenienti da queste sorgenti, che fino a pochi decenni fa alimentavano un fontanile noto come ‘Fonte Varrone’, venivano convogliate in una cisterna con funzione anche di vasca limaria e poi redistribuite alle varie utenze della villa”, precisa Ranieri. “È un sistema che doveva essere in uso già prima della romanizzazione della Sabina, riferibile a un antico abitato presente nell’area”.
Il ritrovamento costituisce un contributo rilevante all’ampliamento delle conoscenze sul territorio di Montopoli di Sabina e sull’area archeologica della Villa dei Casoni, già oggetto di campagne di indagine non invasive e attività di ricerca condotte dal Dipartimento di Studi Classici dell’Università di Basilea, sotto la direzione di Sabine Huebner. Un patrimonio che continua a rivelare i suoi segreti, restituendo pezzi di storia sempre più preziosi.