Categorie: Economia urbana

Caldo a Roma, l’intesa tra sindacati e costruttori: operai pagati anche se si fermano nelle ore più calde

L'intesa nasce per garantire il rispetto dell'ordinanza regionale firmata a fine maggio dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che prevede fino al 15 settembre lo stop dei lavori dalle 12:30 alle 16:00

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Fermarsi durante le ore più calde senza perdere un euro di stipendio: è questo l’obiettivo dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra sindacati e associazioni dei costruttori, per affrontare la nuova ondata di caldo che sta colpendo Roma, con temperature previste tra i 35 e i 38 gradi nei prossimi giorni. Ne scrive oggi il dorso romano de La Repubblica.

L’intesa nasce per garantire il rispetto dell’ordinanza regionale firmata a fine maggio dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che prevede fino al 15 settembre lo stop dei lavori dalle 12:30 alle 16 per i lavoratori esposti al caldo, in particolare riders e operai edili, con l’eccezione dei cantieri di interesse pubblico legati al Giubileo e ai fondi Pnrr. Finora, però, l’ordinanza è stata largamente disattesa: uno stop di tre ore e mezza comporterebbe per un operaio, che guadagna in media 11 euro l’ora per uno stipendio tra i 1.600 e i 2.000 euro mensili, un taglio di almeno il 20 per cento sulla busta paga. Non a caso, un giro tra piazza Bologna e Termini mostra come quasi tutti i cantieri, pubblici e privati, restino operativi anche nelle ore più calde, quando la temperatura al suolo supera i 100 gradi, con rischi elevati di malori e incidenti. Lo scorso 1 luglio una società edile è stata diffidata per non aver tutelato gli operai esposti allo stress termico e rischia ora la sospensione.

Per rispondere all’emergenza, nei giorni scorsi è stato avviato un tavolo tra le sigle sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e le associazioni Confapi Aniem e Cna, che ha portato rapidamente a un’intesa: Edilcassa verserà un’integrazione di due euro per ogni ora di lavoro sospesa a tutti gli operai dei cantieri che rispetteranno lo stop nelle ore calde. Il contributo si aggiungerà alla cassa integrazione già attivata dal governo per l’emergenza caldo, evitando così qualsiasi riduzione dello stipendio per chi si fermerà.

“Garantiamo che la tutela della salute non comporti una penalizzazione per i lavoratori. La crisi climatica impone di ripensare anche gli strumenti di tutela del lavoro”, spiegano le sigle sindacali in una nota. “La sospensione durante le ore più calde non deve essere un costo, ma un diritto”, concludono Antonio D’Onofrio e Diego Piccoli, rispettivamente presidente e vicepresidente di Edilcassa Lazio.