Categorie: Economia urbana

Stellantis riparte, ma Cassino resta un buco nero

La criticità maggiore resta come detto Cassino, unico stabilimento di assemblaggio auto ancora in calo: 8.897 vetture (-37,1%) nei nove mesi, fra Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale

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La produzione Stellantis in Italia torna a crescere dopo il crollo del 2025, ma resta lontana dai livelli degli anni precedenti e con forti differenze tra gli stabilimenti. Ma Cassino rimane il vero buco nero. Nei primi nove mesi del 2026 sono stati prodotti 340.745 veicoli, il 28,3% in più rispetto a un anno fa: le autovetture sono salite del 36,7% a circa 207mila unità e i veicoli commerciali del 17,3% a 134mila. La Fim-Cisl stima per l’intero anno circa 450mila veicoli, contro i 380mila del 2025 e i 500mila indicati in precedenza, con la revisione legata soprattutto ai fermi e ai minori ordinativi della 500 ibrida a Mirafiori.

“La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni”, ha detto il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, sottolineando però che il gruppo resta lontano dall’obiettivo di un milione di veicoli indicato ai tavoli ministeriali. L’uso degli ammortizzatori sociali è calato di oltre il 30%, anche per la riduzione dell’occupazione.

La criticità maggiore resta come detto Cassino, unico stabilimento di assemblaggio auto ancora in calo: 8.897 vetture (-37,1%) nei nove mesi, fra Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale. L’attività è ridotta a 5-6 giornate al mese e l’organico è sceso a circa 2.120 addetti. La Fim stima per l’intero anno circa 12mila vetture. “La situazione sta diventando veramente insostenibile”, ha affermato Uliano. Stellantis ha confermato che Giulia e Stelvio resteranno in produzione per tutto il 2027 con una serie speciale e che nello stesso anno arriverà la nuova Maserati Grecale. Il futuro di Cassino, insieme a quello di Modena, sarà però delineato nel piano Maserati atteso a dicembre, quando sono previste anche indicazioni sulle partnership per il marchio del Tridente. Secondo indiscrezioni stampa, sarebbero allo studio accordi con i gruppi cinesi Jac e Huawei. Sul partner “al momento non abbiamo notizie neanche della nazionalità”, ha detto Uliano.