Il testo del decreto dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto scuola, un provvedimento che contiene misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, l’accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza di competenza del ministero dell’Istruzione e del Merito, oltre a interventi sulla promozione dell’integrazione degli studenti stranieri e in materia di formazione superiore e ricerca.
Tra le misure principali contenute nello schema di decreto-legge figurerebbero l’introduzione di un tetto al numero di alunni stranieri per classe e il divieto di indossare burqa e niqab durante le attività scolastiche. Disposizioni che, nei giorni scorsi, avevano già suscitato reazioni critiche da parte di alcuni amministratori locali: l’assessora capitolina a Scuola, formazione e lavoro, Claudia Pratelli, aveva definito il provvedimento “la propaganda che precipita sulla scuola”, sostenendo che le vere emergenze del sistema scolastico riguardino altri ambiti, dagli stipendi del personale all’edilizia scolastica, e indicando in mediatori linguistici e corsi di italiano come lingua seconda gli strumenti più efficaci per favorire l’inclusione degli studenti con background internazionale. Il testo del decreto dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.