Per chi vuole presentare domanda, la finestra è aperta dal 31 agosto al 30 ottobre. Le spese ammissibili coprono il periodo dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028
Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, per la presentazione della seconda edizione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione. Alla presentazione sono intervenuti anche la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli, l?assessore al Bilancio Giancarlo Righini e l'assessore della Regione Marche, Francesca Pantaloni
Chiudono gli stabilimenti, si perdono posti di lavoro, interi territori restano senza una prospettiva industriale. È il fenomeno della deindustrializzazione, che negli ultimi decenni ha colpito duramente alcune aree del centro Italia. Per contrastarlo, il governo ha presentato oggi la seconda edizione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione: 120 milioni di euro destinati alle imprese manifatturiere di Lazio e Marche.
A illustrare la misura, nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio, il ministro per le Politiche di coesione Tommaso Foti, insieme alla vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e all’assessore al Bilancio Giancarlo Righini. I numeri della prima edizione parlano da soli: su una dotazione iniziale di 136 milioni sono arrivate 1.451 domande, per un valore complessivo di contributi richiesti superiore a 221 milioni. Le risorse disponibili sono state integralmente utilizzate, con oltre 94 milioni già erogati e 605 programmi di investimento conclusi al 15 giugno scorso.
La nuova edizione prevede contributi a fondo perduto fino a 300mila euro per impresa, con una copertura che può raggiungere il 100 per cento delle spese ammissibili nel rispetto della normativa europea. Potranno essere finanziate riqualificazioni e ampliamenti di stabilimenti, acquisto di macchinari e investimenti in tecnologie innovative. Le risorse saranno distribuite in quote uguali tra le sei aree coinvolte: cinque nel Lazio — ex Lazio Meridionale, ex Sud Pontino, ex Roma-Latina, ex Frosinone ed ex Rieti — e una nelle Marche, affidata al Consorzio per lo sviluppo industriale del Piceno. Lo sportello aprirà il 31 agosto e chiuderà il 30 ottobre 2026.
“È una misura molto attesa e apprezzata,” ha detto Angelilli, sottolineando la semplicità delle procedure. Righini ha inquadrato il fondo in una strategia più ampia: insieme alla Zona logistica semplificata e alle misure per le imprese agricole, l’obiettivo è mobilitare un miliardo di euro complessivo di investimenti sul territorio laziale. “Il Lazio torna a essere una regione attrattiva,” ha concluso.
Per chi vuole presentare domanda, la finestra è aperta dal 31 agosto al 30 ottobre. Le spese ammissibili coprono il periodo dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028.