Categorie: Economia urbana

I trasporti pubblici di Roma snobbano Bob Dylan e i suoi fan

Navette insufficienti, caos e litigi a Flaminio. I continui problemi del tram 2

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Se nell’ultima serie Netfilx di Zerocalcare il trasporto pubblico di Roma fosse stato rappresentato da un personaggio o da un animale, il fumettista di Rebibbia gli avrebbe probabilmente fatto ascoltare musica trap. Di sicuro non Bob Dylan.

Ieri a Roma è avvenuto un piccolo episodio, ma esemplificativo di come a Roma venga gestita la mobilità durante i grandi eventi e in quelli che portano alla città lustro, prestigio e visibilità. Ieri, per l’appunto, si è esibito nella Capitale uno dei più importanti musicisti viventi, Bob Dylan, in scena alla sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, quasi 3000 posti di cui molti occupati da fan che si sono mossi con il trasporto pubblico. Un modo teoricamente agevole per raggiungere l’Auditorium e il quartiere Flaminio è quello di arrivare all’omonima fermata della Metro A di Roma e poi prendere il tram fino al PalaTiziano. Se non fosse che il tram 2, in queste settimane, ha subito l’ennesima modifica del servizio: per la sostituzione di circa 100 metri di rete tranviaria a Via Prenestina le linee 2, 3, 5, 14 e 19 sono servite da navette sostitutive dal 3 al 10 luglio, “poiché il tratto di binario interessato viene utilizzato sia come itinerario di linea che come percorso di istradamento verso i depositi e i capolinea, sarà necessario sospendere l’intera rete tram per tutta la durata dei lavori” spiega Atac.

Già, le navette sostitutive, incubo di tutti i pendolari che vedono sostituiti i treni della metro o i tram da bus sovraffollati e spesso numericamente insufficienti. A subire gli effetti di questi lavori e dell’introduzione delle navette bus è stato anche il menestrello di Duluth e i suoi fan. Perlomeno quelli che si sono mossi con i mezzi pubblici. Ieri intorno alle 18,00 del pomeriggio – nell’ora clou degli spostamenti verso l’Auditorium – prendere il bus sostitutivo del 2 è stata una vera impresa. Decine di persone accalcate attendevano un mezzo che arrivava in numero costantemente insufficiente rispetto alla domanda – intuibile – di tanti e romani e turisti che si dovevano recare al concerto o che dovevano semplicemente prendere il 2.

Le navette insufficienti, sotto al sole torrido, hanno generato anche litigi e malumori all’interno di alcune vetture com’era accaduto nei mesi scorsi prima che il tram Flaminio-Mancini tornasse (quasi) in pianta stabile sulle rotaie di Piazzale Flaminio. I lavori straordinari possono essere necessari in una grande città come Roma, così come i guasti della metro a volte (non con la frequenza con cui avvengono a Roma) possono capitare. Mentre il guasto spesso non è preventivabile e dà luogo ha un’organizzazione emergenziale pianificata in fretta e furia, diverso è il discorso dei lavori straordinari. Se sai che nel quartiere Flaminio ci sarà un evento importante con implicazioni sul tpl e sapendo che in quella zona c’è un problema di mobilità fino al 10, perché non programmare un sistema trasportistico che prevenga eventuali disagi? Magari mettendo qualche navetta in più?

È stato premesso all’inizio: si tratta di un piccolo episodio, in fondo neanche grave e per nulla drammatico, ma che dimostra come i trasporti di Roma fatichino – per usare un eufemismo – durante i grandi eventi. Tutti i trasporti, quelli pubblici di linea e quelli pubblici non di linea come i taxi, spesso introvabili negli snodi strategici della città. Figuriamoci cosa accadrà in un evento globale come il Giubileo del 2025.

 

 

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