70 pagine prodotte dalla Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime. OQ: incidenti riconducibili a mancata manutenzione
2 aprile 2021. Alle 13,30 circa, all’altezza di Tor di Valle, si spezzano i cavi della linea aerea provocando scintille e fumo. Tanta paura tra i passeggeri, che tuttavia escono prontamente dal treno evitando conseguenze potenzialmente peggiori.
9 dicembre 2021. Siamo in corrispondenza di Acilia: la linea aerea cade sui binari e il treno, frenando, con lo sfregamento determina un principio d’incendio. Pronto l’utilizzo di estintori, timore tra i passeggeri e intuibili ritardi su tutta la tratta.
Questi che vi abbiamo raccontato sono due episodi eclatanti accaduti sulla Roma-Lido, per anni peggior linea d’Italia secondo Legambiente e al centro delle cronache locali per i disservizi di cui si rende protagonista.
Come ha segnalato Odissea Quotidiana, su questi due fatti specifici è arrivato qualche giorno fa il rapporto indipendente della DIGIFeMa, sigla un po’ articolata che fa riferimento alla Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime.
Quasi 70 pagine di relazione in cui la Direzione, nelle premesse, mette in chiaro che la propria mission è di prevenire incidenti o inconvenienti, non di attribuire colpe o responsabilità in ambito giudiziario.
Per quanto riguarda l’incidente di aprile, l’evento viene attribuito al cedimento della linea aerea di contatto. Tra le tante note tecniche, OQ sottolinea un fatto: il treno protagonista dell’incidente, sebbene avesse superato le prove annuali interne, aveva percorso 2.129.821 chilometri rispetto al massimo di 1.640.000 chilometri tollerati, entro i quali sarebbe stato opportuno sottoporlo alla prima Revisione Generale. Su quello di dicembre, invece, la dinamica è un po’ differente.
“L’evento è avvenuto sul treno CAF 389-390, partito dalla stazione di Acilia e diretto a Cristoforo Colombo. Per una non ben definita anomalia si è verificato, a seguito dell’abbassamento repentino della tensione di linea, l’intervento del rilevatore di armoniche che ha azionato l’interruttore extrarapido di bordo treno (JR). Il JR non è riuscito ad aprirsi ed a spegnere l’arco elettrico, causando un principio di incendio – spiega OQ – la tratta, alimentata dalle sottostazioni di Vitinia, Acilia e Ostia Antica, ha visto l’azionamento degli interruttori extrarapidi (IR) n. 3 di Acilia e n. 3 di Vitinia, mentre l’interruttore n. 1 di Ostia Antica ha continuato a fornire corrente perché guasto, determinando la fusione della linea di contatto e il conseguente collasso. L’interruttore di Ostia Antica è stato azionato, anche in questo caso, manualmente dal DCE alle 06:26:33, dopo 96 secondi dall’apertura di quelli nelle SSE di Acilia e Vitinia. La Direzione, pur non costituendo presunzioni di colpa o responsabilità e non sostituendosi all’autorità giudiziaria, ha certificato che gli incidenti sono avvenuti per casualità riconducili alle mancate manutenzioni che il Comitato Pendolari denuncia da lungo tempo”.