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Lavoro, Filca-Cisl: nel Lazio 41 operai morti dal 2021 nei cantieri. “Servono più controlli e prevenzione”

Nel settore delle costruzioni nel Lazio si contano 41 vittime sul lavoro negli ultimi cinque anni, secondo i dati della Filca-Cisl, che denuncia una situazione strutturale di insicurezza nei cantieri e chiede un rafforzamento immediato di prevenzione, formazione e controlli.

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Sono 41 gli operai morti nei cantieri del Lazio dal 2021 a oggi. Un dato che conferma, secondo la Filca-Cisl regionale, una condizione di criticità persistente nel settore delle costruzioni, dove la sicurezza resta ancora un nodo irrisolto.

Il bilancio complessivo dal 2003 sale a 255 vittime. Negli ultimi cinque anni, oltre alla frequenza degli incidenti mortali, emerge anche il profilo anagrafico delle vittime: 11 operai avevano più di 60 anni, con casi fino a 67 e 66 anni.

L’analisi sindacale individua nelle cadute dall’alto la principale causa di morte nei cantieri, con 19 casi registrati. Seguono gli incidenti legati a materiali di lavoro (8 vittime), investimenti o schiacciamenti da mezzi come gru e ruspe (6 casi), crolli strutturali (6 casi) e folgorazioni (1 caso).

Il quadro evidenzia una pluralità di fattori di rischio, spesso riconducibili — secondo il sindacato — a carenze organizzative, formative e di controllo nei luoghi di lavoro.

“Le fatalità non esistono, esistono negligenze, tagli alla sicurezza e formazione insufficiente”, ha denunciato il segretario generale della Filca-Cisl Lazio Francesco Agostini, chiedendo un cambio di approccio strutturale.

Il sindacato punta su prevenzione, formazione, innovazione tecnologica e cultura della sicurezza come pilastri per ridurre gli incidenti. Tra le richieste anche un rafforzamento delle ispezioni nei cantieri, ritenute ancora insufficienti rispetto alla gravità del fenomeno.

Secondo la Filca-Cisl, la sicurezza sul lavoro deve essere considerata un diritto non negoziabile e non una variabile di costo nei cantieri.