Categorie: Economia urbana

Roma, affitti fuori controllo: Zevi lancia l’allarme, “un problema per tutti”

Il mercato degli affitti brevi ci consegna una città che si svuota di residenti stabili e fatica ad accogliere chi vorrebbe viverci e lavorarci

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Pagare l’affitto a Roma è diventato un problema per tutti. Non solo per chi ha difficoltà economiche, ma anche per studenti, pensionati, famiglie con un solo genitore, lavoratori. Persone che fino a ieri ce la facevano e oggi no. A fotografare questa nuova emergenza è Tobia Zevi, assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche Abitative, durante il convegno “Roma da Abitare. Tra emergenza, disuguaglianze e politiche pubbliche” che si è tenuto al Campidoglio.

“Quello che era un problema di una fascia ristretta della popolazione è diventato una questione che riguarda l’intera città”, ha detto senza mezzi termini l’assessore. Il mercato degli affitti, travolto dalla diffusione degli affitti brevi e dei contratti transitori e gonfiato dall’attrattività crescente della capitale, sta letteralmente espellendo categorie che un tempo riuscivano a condurre una vita dignitosa. Il risultato è una città che si svuota di residenti stabili e fatica ad accogliere chi vorrebbe viverci e lavorarci. Secondo Zevi una città incapace di offrire casa ai propri lavoratori perde anche competitività economica. Il diritto all’abitare, insomma, non è solo una questione di giustizia, è anche una questione di sviluppo.

Per l’assessore il piano casa del governo è insufficiente. “Per fare politiche pubbliche credibili in un Paese che da 30 anni non investe più sull’abitare servono risorse vere, piani pluriennali, visione lunga”, ha detto. Trent’anni di gap non si colmano con un provvedimento. E le conseguenze, avverte, “sono spaventose sulla vita delle persone”.

Infine, Zevi ha ricordato che il primo luglio “partirà finalmente il servizio dell’Agenzia sociale per l’abitare, frutto di un lungo e proficuo percorso di co-progettazione tra il Comune e ben dieci realtà sociali romane attive a livello di politiche abitative”.

“Si tratta – ha aggiunto – di dieci soggetti che si mettono insieme per disegnare un servizio destinato innanzitutto alle persone che non riescono a trovare una casa in affitto dai privati. Si partirà con i primi tre sportelli in giro per Roma e i primi servizi per orientamento. In autunno ci sarà poi il salto di qualità: il Fondo di Garanzia. A regime saranno circa 700 mila euro l’anno per tre anni, anche se nel 2026 saranno un po’ meno visto che si parte negli ultimi mesi dell’anno. Le risorse ci saranno, ancora non sappiamo se tra i residui dell’attuale Bilancio o grazie a uno stanziamento apposito nell’assestamento di luglio. Ma è un impegno che abbiamo preso e lo rispetteremo nei tempi”, ha concluso.