Oggi il Car è il primo mercato ortofrutticolo e ittico d'Italia e il terzo in Europa per dimensioni, con 1,4 milioni di tonnellate di merci movimentate ogni anno e 430 aziende operative
Un investimento da 325 milioni di euro per rafforzare il ruolo di Roma come capitale del cibo e rendere il Centro Agroalimentare Roma (Car) uno dei principali hub europei del settore. È il piano di ampliamento presentato ieri dal Car, che punta a trasformare il mercato all’ingrosso in un moderno Food Hub capace di competere con realtà come Madrid e Parigi.
L’intervento prevede l’espansione dell’area dagli attuali 140 a circa 200 ettari, con una superficie complessiva che arriverà a 2 milioni di metri quadrati. Oggi il Car è il primo mercato ortofrutticolo e ittico d’Italia e il terzo in Europa per dimensioni, con 1,4 milioni di tonnellate di merci movimentate ogni anno e 430 aziende operative.
Il progetto mobilita 75 milioni di euro di investimenti diretti del Car, 170 milioni da parte di operatori privati e altri 80 milioni di investimenti indiretti. Prevista anche una crescita occupazionale di circa 1.700 posti di lavoro.
Tra le opere allo studio figura inoltre il possibile prolungamento della linea B della metropolitana da Rebibbia fino al Centro Agroalimentare, che potrebbe diventare il nuovo capolinea.
Secondo le stime presentate, l’ampliamento consentirà di aumentare di 375 mila tonnellate i volumi trattati, portando il Car a coprire circa il 50% dei consumi di prodotti freschi del Centro Italia.
Per la Regione Lazio si tratta di un intervento strategico per sostenere competitività, innovazione e occupazione nel comparto agroalimentare. Roma Capitale punta invece a integrare il progetto con il futuro Piano del Cibo cittadino, dedicato ai temi della sicurezza alimentare, della sostenibilità e della lotta agli sprechi.
Durante la presentazione è stato illustrato anche uno studio che attribuisce al Car un ruolo nel contenimento dei prezzi lungo la filiera del fresco. Tra il 2022 e il 2025, secondo l’analisi, il differenziale tra l’aumento dei prezzi all’ingrosso e quelli al dettaglio avrebbe generato un risparmio di circa 22 milioni di euro per le famiglie dell’area metropolitana romana.