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Roma-Lido, i pendolari sulla svolta Ferrovie-Firema: ci vuole realismo. Giallo sulle tempistiche

Messina (comitato pendolari) a Radiocolonna: noi e la Roma-Viterbo sempre in coda nelle decisioni. Il parallelismo con il treno della Metro A “concesso” da Patané

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In casa Roma-Lido e Roma-Viterbo ci si attendeva una risposta entusiastica alla notizia che Ferrovie, salvando Firema, avesse messo al sicuro anche le commesse in ballo tra il colosso italo-indiano e le due ex-concesse di proprietà della Regione Lazio. Eppure – giustamente – entrambi i comitati pendolari hanno scelto la strada del realismo e predicato prudenza, come spiegato a Radiocolonna la scorsa settimana dal Comitato Pendolari Roma Nord, che da anni tutela l’utenza della Roma-Civita Castellana-Viterbo.

Stavolta è stato il turno dei pendolari della ferrovia che collega Porta San Paolo con Ostia. Anche loro, pur sottolineando il dato teoricamente positivo, si mostrano prudenti e chiedono un incontro urgente alla Regione Lazio per chiarire le implicazioni della svolta Ferrovie-Firema sulle due ex concesse.

“L’acquisizione del braccio operativo di Firema da parte del gruppo Ferrovie è certamente una buona notizia per tanti lavoratori che stanno in cassaintegrazione da 10 anni con cui siamo in contatto e ai quali esprimiamo solidarietà e vicinanza – spiega a Radiocolonna Maurizio Messina, presidente del Comitato pendolari Roma-Lido – per quanto riguarda i treni che dovranno arrivare a noi e alla Roma-Viterbo, invece, ci sono incognite che ridimensionano l’entusiasmo sfrenato e ci devono far tornare rapidamente con i piedi per terra”.

Messina segue la strada della logica e si chiede: se Ferrovie ha in ballo commesse con Firema e le ex-concesse idem, visto che adesso Firema è di Ferrovie da quali commesse si partirà per costruire nuovi treni?

“Ferrovie ha una commessa sospesa che riguarda gli Intercity, ed è chiaro che quando riprenderà la produzione da parte di Firema si inizierà anche comprensibilmente con i 70 convogli che riguardano il gruppo FS. Questo è l’unico dato oggettivo, non gli annunci della politica basati sul nulla – prosegue Messina a RC – chiederemo con una certa sollecitudine un incontro alla Regione Lazio per capire quali passaggi intendano compiere e i tempi plausibili di arrivo dei nuovi treni”.

I pendolari della Roma-Lido, memori delle esperienze passate, osservano amaramente come la ferrovia sia spesso stata trattata come l’ultima ruota del carro nelle dinamiche dello sviluppo ‘su ferro’ della mobilità regionale e romana.

“Ricordiamo che quando l’assessore regionale Fabrizio Ghera è andato dall’omologo capitolino Eugenio Patané a chiedere qualche treno in più, prima ha ricevuto picche, poi è stato dato un treno alla modica cifra di 5 milioni come un treno nuovo – conclude Messina – insomma sia che si tratti di Metro A che di Ferrovie dello Stato, noi e la Roma-Viterbo stiamo sempre in coda, in attesa che arrivi il nostro turno”.

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