La pratica di trasferire licenze da un negozio all'altro aveva favorito negli anni la moltiplicazione di minimarket e negozi di souvenir
(immagine di repertorio)
Il Campidoglio ha deciso di rinnovare per altri tre anni il blocco alle nuove aperture di minimarket e negozi di souvenir nel cuore della Capitale. Attraverso la proroga di una delibera già approvata nel 2023 – secondo quanto riporta il dorso romano de La Repubblica – il Comune pone vincoli precisi allo spostamento di licenze commerciali da un locale sfitto a un altro nella Città storica, una misura che secondo le stime comunali ha già ridotto le nuove aperture di circa il 90%.
La pratica di trasferire licenze da un negozio all’altro aveva favorito negli anni la moltiplicazione di minimarket e negozi di souvenir, spesso legati al fenomeno del riciclaggio di denaro. La delibera, spiega Repubblica, regolamenta le attività commerciali in sede fissa nella città storica, negozi e laboratori come pizzerie al taglio o gelaterie, ma non i ristoranti. Il provvedimento, primo firmatario il consigliere del Pd Andrea Alemanni, stabilisce che lo spostamento delle licenze sia possibile solo rispettando soglie minime di superficie: almeno 100 metri quadrati per souvenir e minimarket, 80 per pizzerie al taglio e gelaterie, insonorizzazione compresa. Paletti pensati per scoraggiare imprese con pochi capitali o struttura improvvisata.
“Questo provvedimento è fondamentale per difendere i residenti, il decoro e il commercio di qualità”, ha spiegato Alemanni, ricordando che la delibera ha già ottenuto dal Consiglio di Stato il riconoscimento di strumento programmatore. “Dobbiamo continuare nella sfida difficile che ogni giorno affrontiamo contro sistemi economici spesso non trasparenti”, ha aggiunto.
Il quadro resta comunque complesso: nella sola zona Unesco di Roma sono oggi presenti oltre tremila tra minimarket e negozi di souvenir. In attesa di una normativa nazionale o di una riforma dei poteri di Roma Capitale che consenta al Comune di fissare limiti quantitativi, l’obiettivo del Campidoglio resta per ora quello di fermare almeno la crescita senza controllo di questi esercizi.