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La campagna comunicativa (geniale) di COTRAL

A differenza di ATAC, la comunicazione della Compagnia dei Trasporti Laziali funziona. Ecco perché

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Gira da qualche giorno una campagna di comunicazione efficace, tagliente, che racconta alcuni successi aziendali con ironia e arguzia. A realizzarla non è stata qualche startup innovativa specializzata in marketing ma COTRAL, la società che gestisce i pullman che si spostano tra le varie province del Lazio. Un’impronta diversa da quella dell’altra, nota, società dei trasporti romana, l’ATAC, costantemente in affanno tra errori comunicativi marchiani e gap informativi con l’utenza.

Per capire l’essenza del nuovo corso comunicativo di COTRAL, basta fare un salto su Facebook ( o su Twitter) per accorgersi del modo con cui vengono affrontate le questioni relative al trasporto laziale.

Il motto è: chi non paga il biglietto è rimasto indietro. E quindi giù con meme e immagini che raccontano alcune novità aziendali. A farla da padrone, spesso, sono protagonisti medievaleschi:

Qui si fa riferimento all’acquisto di 420 nuovi bus. Un fumetto che ha anche scatenato, tra i commenti Facebook, l’ironia di alcuni utenti come Valerio Petrucci:

Poi, per raccontare il milione di controlli che vengono fatti a bordo, COTRAL ha deciso di coinvolgere i Pooh:

Per rivendicare l’assunzione di 220 nuovi autisti, invece COTRAL ha deciso di coinvolgere una fantomatica nobildonna che, da adesso, avrà a disposizione tanti nuovi cocchieri:

Non solo. La novità non è solo grafica ma anche pratica. Il profilo Twitter di Cotral legge, risponde e prende in considerazione le riflessioni e i suggerimenti che provengono dai tanti profili appassionati ai trasporti locali:

Insomma, l’approccio brillante, ironico e colorato della nuova campagna comunicativa sicuramente colpisce. Soprattutto in relazione al grigiore che finora ha contraddistinto le interazioni dei pendolari romani con le varie aziende di trasporto locale.

Certo – si potrebbe obiettare – prima di fare una campagna gagliarda e sopra le righe bisognerebbe far funzionare a menadito il servizio. Un accorgimento che può evitare lo scherno, spesso ironico, di utenti che vedono messi in burletta alcuni disagi quotidiani.

Ma la strada – seppur perfettibile – è quella giusta.

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