per affrontare meglio le temperature estreme di Roma arriva l'aggiornamento tecnologico messo a punto da Iveco e accolto da Atac: un nuovo software per ottimizzare la gestione della climatizzazione, ridurre i consumi dell'aria condizionata e lasciare più energia alle batterie per la trazione
Il caldo mette alla prova anche i bus elettrici. E proprio per affrontare meglio le temperature estreme di Roma arriva l’aggiornamento tecnologico messo a punto da Iveco e accolto da Atac: un nuovo software per ottimizzare la gestione della climatizzazione, ridurre i consumi dell’aria condizionata e lasciare più energia alle batterie per la trazione. L’obiettivo – spiega La Repubblica Roma – è aumentare l’efficienza dei 411 autobus elettrici Iveco bus e-way della flotta capitolina, soprattutto nei mesi più roventi dell’anno. Nelle scorse settimane, infatti, l’utilizzo intenso della climatizzazione con le alte temperature aveva inciso sui consumi delle batterie, portando in alcuni casi i mezzi a dover rientrare prima nei depositi per la ricarica. Ora Atac punta sulla fase di affinamento della tecnologia. «Il software che stiamo progressivamente installando ci aiuta a ottimizzare la climatizzazione, in modo tale da far sì che i consumi siano minori e avere più energia per la trazione», annuncia Paolo Aielli, direttore generale di Atac. Tutto come da copione. «Quando si introduce una nuova tecnologia bisogna adattarla alle condizioni reali di utilizzo: ci sono valori teorici di riferimento e poi c’è la città con il suo clima, il traffico e le sue caratteristiche». Il messaggio è chiaro: una flotta elettrica non si misura solo sulla carta, ma anche nella vita quotidiana. «Le flotte elettriche rappresentano una novità importante nel processo di decarbonizzazione», sottolinea Aielli, ma «dobbiamo considerare che i mezzi pubblici elettrici vanno adattati alle condizioni di contesto nel quale vengono utilizzati: clima e tipologia di traffico condizionano ovviamente il consumo». E, a quanto pare, Roma da questo punto di vista rappresenta una sfida particolare. «Abbiamo estati lunghe e calde e una tipologia di fondo stradale che crea condizioni di stress», prosegue Aielli. A questo si aggiunge una città molto estesa, sviluppata in larghezza, con linee lunghe e condizioni operative diverse tra loro. E quindi «pur avendo sempre garantito la continuità del servizio, senza alcun impatto sull’operatività e nel pieno rispetto di quanto previsto dal contratto con il Comune», l’aggiornamento del software si rende necessario per accompagnare l’evoluzione del sistema, inserendosi in un più ampio percorso di ottimizzazione della nuova flotta elettrica. «Questo lavoro va di pari passo con la distribuzione dei depositi in maniera omogenea nell’area servita», aggiunge il direttore generale di Atac. Oggi, infatti, «i depositi sono un po’ sbilanciati nella parte est di Roma, ma stiamo lavorando anche per collocarli nella zona sud». Così da non dover costringere i conducenti ad attraversare la città più volte al giorno in caso di rientro non programmato. «Possono essere grandi parcheggi, a volte parzialmente coperti, altre volte grandi garage». Non solo aree di sosta, ma «veri e propri hub per la ricarica e la manutenzione dei bus elettrici» adottati per accelerare la transizione verso una mobilità a zero emissioni.