Natale con i tuoi e con l'influenza K che quest'anno si rivela più tosta e trasmissibile delle precedenti. A letto si ma senza automedicazione e con un'attenzione particolare alle possibili conseguenze. Peccato non essersi vaccinati e trovarci ora senza difese
Alberi e luminarie, panettoni e regali, baci e abbracci, gente che va e che viene, è così che filano via le feste di Natale fino all’Anno Nuovo. Ma guarda caso, che quest’anno, fra pacchetti e pacchettini si è intrufolata un’influenza molto cattiva, chiamata K che se non vaccinato ti riduce come uno straccio. Pare che questa variante prevista, ma mai abbastanza, sia arrivata con circa 4 settimane di anticipo sui pronostici.
Purtroppo milioni di italiani passeranno a letto gran parte di queste feste, perché, ad oggi, sono già moltissimi ad esserne stati colpiti e non potranno che aumentare vista la convivialità tipica del periodo.
Sfortunatamente la K ha un’indice di trasmissibilità più alto delle solite influenze e con delle complicanze, come bronchiti e polmoniti, più facili da osservare. I sintomi sono, perlopiù, sempre gli stessi: stanchezza, dolori, raffreddore, mal di gola e tosse, anche di lunga durata.
Ripetiamo, ancora una volta, che le persone più a rischio sono i deboli e gli anziani per i quali il vaccino è quasi un “obbligo”. Altrettanto precauzionale e salvifica è la mascherina da indossare nei luoghi affollati.
Non lasciamoci prendere la mano dalle automedicazioni che spesso ci fanno ricorrere agli antibiotici quando proprio non servono. Sarà il nostro medico di base a stabilire il loro utilizzo, ma mai noi.
I vecchi dicevano che la cura migliore era: letto, lana, latte, ed è ancora così perché, in casi come questo, le indicazioni più importanti riguardano proprio il riposo e una temperatura priva di grandi sbalzi. E poi bere tanto, perché tra febbre, raffreddore e catarro bisogna reintrodurre i liquidi persi. Poi se si è proprio a terra il paracetamolo è il farmaco d’elezione perché aiuta contro la febbre e il mal di testa conseguente fino ai dolori muscolari, così tipici e così fastidiosi. Se la tosse tiene svegli noi e gli altri: per la tosse secca ci sono i calmanti e per la tosse grassa i fluidificanti.
Molti sistemi sanitari dell’area UE sono già in ginocchio, vuoi perché non si è stati previdenti e adesso il prezzo da pagare ci sembra troppo alto, vuoi perché l’infezione mostra il suo lato peggiore e le complicanze fanno capolino. Anche se l’influenza ormai è considerata un “male di stagione” riuscire a saltare il giro è una gran cosa.
Chi addita i vaccini come espressione inutile, frutto di una medicina dedita solo al guadagno, poi è il primo a correre a PS in preda all’incubo della polmonite o di qualche altro virus misterioso, quindi: le medicine o le prendi prima (vaccino) o le prendi poi (antipiretici, antibiotici ecc) perché l’imbuto è stretto e da lì si deve passare.
Per quanto non mortale l’influenza K è più pesante di altre e i laboratori si danno il turno per studiare possibili nuove varianti e darci modo di essere preparati e combattivi.
A costo di ricevere 1000 e 1 messaggio contrario e magari offensivo, invito sempre alla vaccinazione che aiuta a prevenire ospedalizzazioni, forme gravi e riduce l’impatto con la malattia anche se è illusorio pensare di non venirne a contatto.
Chiudiamo con un’indicazione specifica che riguarda le pratiche igieniche di base: laviamoci le mani prima di sederci a tavola o prima di addentare un panino/patatine, sulle nostre mani vivono e crescono felici miliardi di germi e batteri che possono causare problemi se portati a contatto con la bocca.