Il Governance Poll del Sole 24 Ore misura il consenso di sindaci e presidenti di Regione in base ad attività amministrativa, capacità comunicativa e contesto socio-economico
L’ultimo posto nella classifica di gradimento dei governatori italiani, appaiato al presidente del Molise Francesco Roberti, certifica per le opposizioni laziali “il fallimento politico e amministrativo” di Francesco Rocca. Il Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore, realizzato da Noto Sondaggi, fotografa un presidente della Regione Lazio fermo al 42 per cento di consensi, in calo di due punti rispetto alla rilevazione precedente e di ben 11,9 punti rispetto all’inizio del mandato, quando il gradimento sfiorava il 54 per cento.
A commentare i dati sono i capigruppo di opposizione in Consiglio regionale – Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Italia viva), Adriano Zuccalà (M5s), Claudio Marotta (Sinistra civica ecologista) e Alessio D’Amato (Azione) – in una nota congiunta: “Questo accade quando la comunicazione e la propaganda devono fare i conti con la realtà. Sanità, lavoro, trasporti, servizi, caro vita e politiche culturali sono temi concreti che vanno affrontati seriamente. Non bastano i video e le costruzioni social”. Per le opposizioni “è arrivato il momento che il presidente Rocca prenda finalmente atto della distanza ormai siderale che esiste tra la sua narrazione e la dura realtà quotidiana del territorio”.
Il quadro generale del sondaggio, che misura il consenso di sindaci e presidenti di Regione in base ad attività amministrativa, capacità comunicativa e contesto socio-economico, vede in testa alla classifica dei governatori Antonio Decaro (Puglia, 66 per cento), seguito da Alberto Stefani (Veneto, 65 per cento) e Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia, 64 per cento). Sul fronte dei sindaci, l’edizione 2026 segna una novità storica: per la prima volta è una donna, la fiorentina Sara Funaro, a guidare la classifica, davanti a Marco Fioravanti (Ascoli Piceno) e Gaetano Manfredi (Napoli). Il consenso complessivo registra comunque un lieve calo rispetto al 2025, con il 63 per cento dei sindaci sopra la soglia del 50 per cento.