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Incendio di Crans-Montana, la Svizzera assicura stop alle fatture: cure gratuite per le vittime

Il presidente svizzero Guy Parmelin annuncia lo stop all’invio delle fatture sanitarie per i feriti del rogo. Intanto prosegue l’inchiesta della Procura di Roma sulla tragedia del 31 dicembre, con possibili nuovi indagati.

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Le persone rimaste ferite nell’incendio di Crans-Montana e i loro familiari non dovranno sostenere alcun costo per le cure mediche ricevute negli ospedali svizzeri subito dopo la tragedia. Lo ha annunciato il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin, precisando che le spese saranno coperte dai fondi di assistenza alle vittime, laddove non intervengano le assicurazioni.

La decisione arriva dopo l’incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avvenuto a Yerevan, a margine dell’ottavo vertice della Comunità politica europea. Parmelin ha inoltre chiarito che, per evitare incomprensioni, la Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie coinvolte.

Durante il colloquio bilaterale, il presidente svizzero ha confermato che il Consiglio federale esaminerà anche la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra Stati, nel rispetto delle normative vigenti. I due Paesi, ha aggiunto, manterranno un dialogo costante attraverso i rispettivi servizi competenti.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Roma prosegue le indagini sulla tragedia del 31 dicembre, avvenuta nel locale Le Constellation, costata la vita a sei cittadini italiani. I magistrati sono in attesa dei risultati complessivi delle autopsie, che saranno poi trasmessi alle autorità svizzere nell’ambito della cooperazione giudiziaria internazionale.

Nel registro degli indagati risultano al momento Jaques Moretti e la moglie Jessica, accusati a vario titolo di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Gli inquirenti italiani attendono inoltre documentazione da Sion, acquisita durante una missione del 25 marzo scorso.

Alla luce degli elementi che emergeranno, non si esclude un ampliamento dell’inchiesta, in particolare per quanto riguarda eventuali responsabilità legate ai controlli sulla sicurezza del locale.