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Migranti a Roma, crescono emarginazione e povertà

A fine giugno la presentazione del rapporto Idos dedicato alla Capitale. La casa, per la maggior parte degli stranieri, è ancora un miraggio

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Sono ben 13 i capitoli del 21° Rapporto dell’“Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio” che accendono i riflettori sul netto peggioramento delle condizioni di vita per diverse fasce di cittadini stranieri, soprattutto nella Capitale. Emergenza casa, barriere nell’accesso alla sanità e un diritto d’asilo ormai al collasso sono i temi centrali dello studio che verrà illustrato il prossimo 24 giugno. C’è da aggiungere che a Roma il 32% dei migranti vive in condizioni di povertà, e più del 75% in affitto o addirittura non ha una casa.

Il focus del rapporto Idos sui migranti

L’indagine evidenzia l’insorgere di pesanti forme di esclusione sociale tra specifiche comunità di immigrati, parallelamente all’aggravarsi di storici ritardi, lacune burocratiche, irregolarità amministrative e inefficienze strutturali che da tempo gravano sulla popolazione straniera, con una netta centralità dell’area urbana capitolina. Queste criticità rappresentano il fulcro di ben 13 sezioni del 21° Rapporto curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. L’evento di presentazione ufficiale è fissato per mercoledì 24 giugno, alle ore 16.00, nella cornice del Teatro Rossini di Roma. Il volume, realizzato grazie al supporto di Csv Lazio e dei sindacati regionali Anolf, Cgil e Cisl, offre una panoramica aggiornata sui dati statistici dei migranti regolarmente residenti nel territorio laziale e nelle sue province. L’analisi incrocia le principali banche dati su permessi di soggiorno, domande d’asilo, rete di accoglienza locale, presenza femminile, minori non accompagnati, studenti stranieri, occupazione dipendente e autonoma e molti altri indicatori.

A Roma vivere da migranti, tra mille difficoltà

Tuttavia, sono proprio quei 13 capitoli di aperta denuncia a caratterizzare l’urgenza di questa nuova edizione. I focus si concentrano sul pesante aggravarsi della precarietà abitativa (a cui sono dedicati 3 approfondimenti); sulle barriere nell’accesso alle cure mediche nei quartieri periferici e nei contesti più svantaggiati (come Bastogi, Ostia e l’area di Roma Tiburtina); sulla persistente invisibilità legale e sociale delle comunità rom; sulle procedure irregolari adottate dalla Questura di Roma nella gestione delle richieste di protezione internazionale, che mettono a rischio il diritto d’asilo; su un modello di accoglienza strutturato come perenne emergenza; sullo sfruttamento del lavoro domestico delle donne straniere che, in età avanzata, si ritrovano con pensioni da fame a causa di percorsi lavorativi discontinui e in nero; e, infine, sulle difficoltà dei detenuti stranieri ad accedere alle misure alternative al carcere.

Quasi 200 associazioni a sostegno dei migranti 

A fare da contraltare a queste ombre, crescono fortunatamente i progetti di inclusione, cittadinanza attiva e solidarietà verso i migranti, sia nell’area metropolitana di Roma sia nelle altre province del Lazio. Queste ultime dimostrano un attivismo ormai pari a quello della Capitale, come testimoniato dall’ampio spazio a esse riservato nella sezione del Rapporto focalizzata sull’intera dimensione regionale. Per Csv, sono state mappate 197 realtà non profit, in gran parte localizzate a Roma (solo il 12 per cento ha sede nell’area metropolitana). Rispetto a censimenti precedenti, risultano irreperibili 141 associazioni: il 15 per cento ha ormai un’esperienza più che ventennale, il 50 per cento esiste da almeno 10 anni, un 14 per cento è stato invece costituito relativamente di recente