La proposta avanzata dai Municipi II e III di si è arenata nelle commissioni Statuto e Ambiente
Il Campidoglio dice no all’ipotesi di imporre nuove restrizioni alla movida notturna della Capitale. Come riporta il dorso romano de La Repubblica, la proposta avanzata dai Municipi II e III di anticipare lo stop alla somministrazione di alcolici – a mezzanotte nei giorni feriali e all’una nel weekend, rispetto alle attuali tre – si è arenata nelle commissioni Statuto e Ambiente, che non hanno espresso parere favorevole.
L’iniziativa puntava a modificare il regolamento di polizia urbana, intervenendo in particolare sugli articoli 14 e 28, con l’obiettivo di contenere gli effetti della cosiddetta malamovida in alcune aree sensibili della città come Montesacro, Città Giardino e San Lorenzo. L’idea era quella di anticipare la vendita delle bevande senza imporre la chiusura dei locali, consentendo comunque ai clienti di consumare quanto già acquistato.
Alla base della proposta, spiegata dalla presidente della commissione Ambiente del III Municipio Simona Sortino, c’era il tentativo di trovare un equilibrio tra esigenze diverse: da un lato il diritto al riposo dei residenti, dall’altro quello alla socialità e al lavoro per esercenti e frequentatori della vita notturna.
Tuttavia, il progetto sembra destinato a non andare avanti. Ufficialmente lo stop è stato motivato con la mancanza di adeguati approfondimenti tecnici, ma a pesare sarebbe stata soprattutto la contrarietà dell’amministrazione capitolina, che non intende caratterizzare Roma come una città fondata sui divieti. Anche altri Municipi, secondo quanto emerso, si sarebbero espressi contro la proposta, mentre i rilievi degli uffici hanno evidenziato il rischio di contenziosi amministrativi, legati a possibili distorsioni della concorrenza tra zone con regole diverse.
L’orientamento del Campidoglio resta comunque quello di intervenire sul fenomeno della malamovida, ma attraverso strumenti differenti: più controlli sul territorio e un rafforzamento delle misure contro schiamazzi e comportamenti molesti fuori dai locali. L’obiettivo, sottolineano dalla maggioranza, è adottare una strategia complessiva capace di tenere insieme le esigenze dei residenti, dei giovani e delle attività economiche, senza ricorrere a soluzioni drastiche sugli orari.