i due fratelli di 8 e 22 anni, il 16 aprile del 1973 persero la vita nell'incendio della loro abitazione, appiccato da un gruppo di esponenti dell'estrema sinistra del movimento Potere Operaio
L'inaugurazione del murale dedicato ai fratelli Mattei. L'opera è nel cortile del palazzo in via Bernardo da Bibbiena, a Roma, dove Stefano e Virgilio Mattei, i due fratelli di 8 e 22 anni, il 16 aprile del 1973 persero la vita nell'incendio della loro abitazione.
Per “pacificare” e non dimenticare: questo è lo spirito del murale dedicato ai fratelli Mattei, che li riporta idealmente a casa, nel giorno del 52mo anniversario della strage di Primavalle, a Roma. L’opera d’arte è stata inaugurata questa mattina nel cortile del palazzo in via Bernardo da Bibbiena, dove Stefano e Virgilio Mattei, i due fratelli di 8 e 22 anni, il 16 aprile del 1973 persero la vita nell’incendio della loro abitazione, appiccato da un gruppo di esponenti dell’estrema sinistra del movimento Potere Operaio che aveva come obiettivo il padre, Mario Mattei, segretario della sezione del Movimento sociale italiano. Fu uno degli episodi più drammatici degli anni di piombo. Il “Murales per Stefano e Virgilio Mattei”, che ritrae i volti sorridenti dei due fratelli, è realizzato dall’artista Massimiliano Carli, conosciuto come Negus e sorge sulla facciata di un palazzo di proprietà dell’Ater, di fronte alla finestra della famiglia Mattei. L’opera nasce da una proposta di Stefano Oddo, capogruppo di Fratelli d’Italia del Municipio Roma XIV, in collaborazione con la Regione Lazio. Nel giorno del 52mo anniversario della strage, cittadini, istituzioni e familiari delle vittime si sono riuniti nel quartiere per rendere omaggio ai due giovani. Anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto ricordare i due giovani morti nella strage con un post sui social. “Stefano e Virgilio Mattei furono bruciati vivi nella loro casa. Due ragazzi innocenti, uccisi dalla furia ideologica e dall’odio politico. Ricordarli oggi non è solo un dovere morale: è un atto di giustizia verso la verità e verso la storia. Perché – afferma Meloni – nulla si costruisce sull’odio. E perché certi orrori non devono accadere mai più. Non dimentichiamo”.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, accompagnato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha deposto una corona di fiori nel cortile del palazzo. Alla cerimonia hanno partecipato diversi esponenti di Fratelli d’Italia e rappresenti delle istituzioni, sia a livello locale che nazionale, tra cui il ministro alla Cultura Alessandro Giuli, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, il deputato di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, l’assessore al Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini, e la sorella dei due fratelli, Antonella. Il murale dedicato ai fratelli Mattei “è molto importante per la pacificazione”, ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Io ho conosciuto il papà, ho conosciuto la mamma: in quei giorni c’ero e so come l’abbiamo vissuta. Questo murale in qualche modo è la testimonianza che non solo noi adesso, ma tutti possono avere questa memoria – ha spiegato La Russa -. Ed è molto importante, non per noi, per tutti, per la pacificazione, per un sentimento che deve accomunare non solo nei loro confronti ma nei confronti di tutti i ragazzi e qualunque idea avessero o coltivassero che hanno dato coscientemente o, come loro, incolpevolmente e incoscientemente la vita. Chissà se da lassù sono contenti che veniamo con il Gallone, il presidente del Senato, i componenti del governo, il presidente della Camera: forse sono felici ma increduli”, ha concluso.
“Grande emozione” per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: “un impegno che avevamo preso con la famiglia e oggi, quando sono arrivato, davvero mi sono emozionato nel vedere questo murale meraviglioso. Grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni, dell’Ater, del presidente del municipio che si è speso – ha spiegato Rocca -. È proprio quel segno di pacificazione, di riconoscere che quel periodo deve essere chiuso una volta per tutte, onorando chi purtroppo ha avuto una fine che non aveva cercato, non aveva voluto, soltanto a causa della violenza politica che in quegli anni ha colpito tantissimi giovani”. Sul perché sono serviti 52 anni prima che ci fosse un segno visibile, Rocca a margine della cerimonia ha chiarito: “Purtroppo ancora in parte non è completata questa cicatrizzazione di una ferita che è stata aperta per tanto tempo. Oggi vedere tutte le istituzioni ricordare il sacrificio dei fratelli Mattei è un segnale importante per tutta la comunità nazionale, questa è sicuramente la cosa più emozionante”, ha concluso Rocca.
Il ricordo dei fratelli Mattei “è un rito che si ripete da sempre e l’aspetto molto importante è che si tratta di un rito condiviso dalle più alte Istituzioni di Roma e Italiane che si stringono intorno al ricordo di una orribile strage sulla quale ancora non è stata fatta giustizia, ma in questo momento siamo qui per ricordare cosa è successo e un orrore che non si ripeterà mai più”, ha aggiunto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “E’ una giornata molto importante. Abbiamo sofferto per 52 anni e oggi tutte le Istituzioni tornano, e già era accaduto, in questo luogo triste e doloroso dove campeggia questo bellissimo murale che riporta a casa i fratelli Mattei, Stefano 8 anni e Virgilio 22, come se gli fosse stata data un’altra opportunità. Non hanno avuto giustizia completa – ha detto il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia -. Stefano e Virgilio non hanno avuto una giustizia compiuta e completa. Fecero di tutto per depistare le indagini”, ha sottolineato Rampelli nel corso dell’inaugurazione del murale. “Questa verità dobbiamo e possiamo scoprire”, ha concluso. “Riportiamo a casa idealmente Stefano e Virgilio e, con loro, tutte le vittime dell’odio politico degli anni ’70, sia di destra che di sinistra”, il commento dell’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini.
Infine, commovente è stato il racconto di Antonella Mattei, sorella di Stefano e Virgilio: “li stiamo riportando a casa”, ha detto con voce tremula. “Io sono contenta: abbiamo formato un team, seguivamo tutti i giorni qui, con mio marito, con mio figlio, con i ragazzi della regione, siamo stati mattina e pomeriggio insieme, anche agli abitanti, e ho detto solo una cosa: li stiamo riportando a casa – ha raccontato la sorella Mattei -. Abbiamo aspettato tanti anni, ci abbiamo provato circa quattro anni fa con la Regione ma non è andata a buon fine. Poi due anni fa, è venuto l’attuale presidente della Regione Rocca, e lui mi ha detto ‘vedrai che si farà’. E così è stato”, ha detto Antonella. In merito al disegno che ritrae i fratelli tra le calle, Antonella ha aggiunto ancora: “Io la prima volta che ho parlato con l’artista avevo chiesto tutta un’altra cosa, volevo un disegno diverso. Lui è stato molto empatico con me, si è emozionato e mi ha detto ‘ma ti posso fare un bozzetto come me la sento io?’. Le calle non sono le solite rose”, ha precisato spiegando il motivo dei fiori: “Quando è successo il 16 aprile del ’73 era la domenica delle palme e a Pasqua si portano le calle, mia madre ha sempre portato le calle, io ieri al cimitero ho portato le calle. Quindi quando ho visto questi fiori sono rimasta e ho detto Massimiliano: ‘fai quello che vuoi’, e così è stato – ha sottolineato Antonella Mattei -. L’obiettivo è arrivare al rispetto degli altri e delle libertà altrui. Avremmo fatto qualcosa di buono quando si raggiungerà questo e spero l’insegnamento di Stefano e Virgilio, quello che rappresenta questo Murale, porti a questo”, ha concluso.