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Roma, arrivano le “isole ambientali”: stop alle auto tra vicoli e piazze storiche

Il primo intervento riguarderà piazza Navona, dopo che il Tar ha respinto il ricorso di alcuni residenti del centro storico contrari al progetto

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Il Municipio I si prepara ad avviare un piano di pedonalizzazioni che punta a liberare vicoli e vicoletti dal traffico privato, dirottando auto e scooter sulle strade principali. Il primo intervento – scrive oggi il dorso romano de La Repubblica – riguarderà piazza Navona, dopo che il Tar ha respinto il ricorso di alcuni residenti del centro storico contrari al progetto. Dopo l’estate scatterà quindi la chiusura al traffico di via del Governo Vecchio, fino a via di Parione e via dei Banchi Nuovi, mentre piazza Pasquino — già in parte pedonale — sarà riqualificata.

Il modello di riferimento è quello delle “superillas” di Barcellona, studiato da una commissione congiunta Transizione ecologica e Mobilità come spunto per adattare l’esperienza catalana al contesto romano. Gli interventi, spiega l’assessore alla Mobilità del Municipio I Adriano Labbucci, consisteranno soprattutto in modifiche alla segnaletica orizzontale e verticale, con tempi di realizzazione rapidi e un lavoro di informazione rivolto ai residenti. Restano garantiti i passaggi per i mezzi di soccorso.

Dopo piazza Navona – continua Repubblica – toccherà al Portico d’Ottavia, con la pedonalizzazione della via omonima, modifiche alla circolazione in via Catalana e la riqualificazione dell’accesso alla chiesa di San Gregorio della Divina Pietà. Il terzo quadrante interessato sarà quello, più residenziale, di Testaccio–San Saba–Miani, tra le Mura Aureliane, piazzale Ostiense, viale Cristoforo Colombo e piazzale dei Partigiani: qui la priorità sarà mettere in sicurezza lungotevere Marzi, snodo molto frequentato ma ritenuto poco sicuro per pedoni e veicoli.

Per i consiglieri Pd del Municipio, Giulia Callini e Niccolò Camponi, le isole ambientali dovranno però accompagnarsi a un potenziamento del trasporto pubblico e dei parcheggi interrati, oltre che a una maggiore attenzione al tema dell’adattamento climatico, prima di poter pensare a nuove estensioni del progetto in altre zone della città.