La mobilitazione di oggi si inserisce in una serie di proteste che proseguiranno domani con la giornata europea contro la leva militare
Uno dei presidi a Roma nello scatto diffuso dalle organizzazioni studentesche.
Il gioco di parole sullo striscione è volutamente provocatorio: “Studenti e lavoratori uniti contro la d-istruzione pubblica”. È con questo messaggio che stamattina migliaia di studenti sono scesi in piazza a Roma e in altre cinquanta città italiane, in quella che si configura come una delle giornate di mobilitazione più ampie degli ultimi mesi sul tema della scuola e dell’università.
A Roma la protesta si è articolata in due presidi davanti ai ministeri competenti – in largo Bernardino da Feltre e in via Emilio Morosini, tra Trastevere e Portuense – con un corteo che da via Morosini si muove verso viale di Trastevere. Dietro lo striscione di testa, le bandiere delle organizzazioni promotrici: Cambiare Rotta, Opposizione Studentesca d’Alternativa e Unione Sindacale di Base, affiancate da quelle della Palestina e di Cuba, una geografia politica che racconta l’identità dei movimenti che hanno convocato la piazza.
Nel mirino le riforme proposte dal governo per il sistema scolastico e universitario, contestate come un attacco all’istruzione pubblica. La mobilitazione di oggi si inserisce in una serie di proteste che proseguiranno domani con la giornata europea contro la leva militare, promossa dalla campagna internazionale “We do not enlist”.