Dopo l'incendio che ha colpito l'edificio e il conseguente sequestro da parte dell'autorità giudiziaria, le circa 400 persone che lo abitavano si sono ritrovate in strada
Da qualche giorno davanti a Spin Time Labs, lo storico palazzo occupato dell’Esquilino, si consuma una vicenda che ha superato i confini del quartiere. Dopo l’incendio che ha colpito l’edificio e il conseguente sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, le circa 400 persone che lo abitavano si sono ritrovate in strada. E ora, attorno alla loro sorte, si è raccolto anche il mondo del cinema italiano.
Un appello firmato da alcuni dei nomi più autorevoli del cinema nazionale – Marco Bellocchio, Francesca Comencini, Matteo Garrone, Mario Martone, Sabina Guzzanti, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Carlo Verdone – prova a spostare l’attenzione dall’emergenza contingente a una domanda più ampia: cosa succederà a Spin Time. La struttura, si legge nel documento, non è mai stata soltanto un luogo di occupazione abitativa, ma negli anni si è trasformata in qualcosa di più articolato: un auditorium, uno studio di registrazione, una redazione giornalistica, una biblioteca, una camera oscura, un museo. Un “modello alternativo”, lo definiscono i firmatari, capace di tenere insieme la risposta a un bisogno abitativo e la produzione culturale aperta al quartiere e alla città.
Nel frattempo, però, resta il problema più urgente. “Da tre notti oltre 400 persone dormono in strada davanti a Spin Time Labs”, denuncia l’appello, che parla di una situazione che coinvolge anziani, persone malate e oltre 100 minori, esposti a temperature che i promotori definiscono a rischio per la salute. Gli alloggi temporanei messi a disposizione finora, secondo i firmatari, non sono sufficienti a coprire il bisogno, ed è per questo che si chiedono tempi certi per il rientro nell’edificio.
Il documento insiste anche su un altro aspetto: quello dei servizi che Spin Time offriva al territorio, dagli sportelli sociali alla medicina solidale, fino ai percorsi educativi rivolti a bambini e ragazzi. Un tessuto di attività costruito nel tempo, che secondo i promotori rischia di andare disperso insieme alle persone che lo animavano. “Spin Time e la sua comunità rimarranno in presidio permanente davanti al palazzo finché non ci saranno soluzioni certe sul futuro delle persone che lo abitano e lo animano”, si legge nella nota, che chiede alle istituzioni di aprire un percorso di confronto per tutelare quanto costruito negli anni e garantire un futuro alla comunità.