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Spin Time, tra trattativa e scontro politico: un bambino di 18 mesi colto da malore

Secondo gli attivisti, l'intervento dei soccorsi è stato tempestivo e le condizioni del piccolo sono poi migliorate, ma l'episodio ha riacceso l'attenzione su una vicenda che si trascina ormai da giorni

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Mentre il Comune di Roma prova ad accelerare i tempi per un accordo ponte con la proprietà di Spin Time Labs, sul presidio allestito davanti allo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme si è consumato oggi un episodio che restituisce la gravità della situazione: un bambino di 18 mesi ha accusato una crisi respiratoria, probabilmente legata a disidratazione e alle alte temperature di questi giorni, ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Umberto I. Secondo gli attivisti, l’intervento dei soccorsi è stato tempestivo e le condizioni del piccolo sono poi migliorate, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione su una vicenda che si trascina ormai da giorni.

Lo stabile, occupato da 13 anni nell’ambito del progetto sociale Spin Time, è stato sgomberato dopo il principio d’incendio divampato nella notte tra il 30 e il 31 luglio. Da allora circa 400 persone vivono fuori dall’edificio, alcune ospitate nelle sedi di associazioni limitrofe come il Polo Esquilino, il Centro servizi per il volontariato e il Centro anziani, molte altre ancora accampate davanti allo stabile.

Il tavolo convocato ieri in prefettura ha fatto emergere l’ipotesi di un accordo ponte: un meccanismo che permetterebbe a Roma Capitale di entrare rapidamente nella disponibilità del palazzo, avviare gli interventi di messa in sicurezza necessari e accelerare il rientro delle famiglie, in attesa che si completi l’iter per l’acquisizione definitiva al patrimonio comunale. Un passaggio che gli attivisti definiscono positivo, ma non sufficiente: secondo loro i tempi tecnici richiesti dagli interventi non saranno abbastanza rapidi da evitare che gli sfollati restino in strada ancora per settimane. Da qui la richiesta di rafforzare la rete di assistenza almeno per l’intero mese di agosto. “Sono giorni che denunciamo la situazione in cui vivono i minori per strada, con il caldo insopportabile e condizioni sanitarie precarie”, affermano i militanti, ricordando che tra gli sfollati figurano oltre cento bambini, insieme ad anziani, malati cronici, donne in gravidanza e persone in cura. Chiedono inoltre che venga consentito il recupero dei medicinali rimasti nell’edificio e che vengano tutelati gli animali ancora presenti all’interno.

Nel corso di una conferenza stampa davanti allo stabile, gli attivisti hanno espresso soddisfazione per l’avvio della trattativa, definendo concreta la proposta presentata dal Campidoglio sulla base della valutazione dell’Agenzia del Demanio. “È un passo avanti che non avremmo ottenuto senza la mobilitazione di questi giorni”, hanno spiegato, pur ribadendo che i risultati ottenuti restano insufficienti rispetto all’urgenza della situazione.

Sul piano politico, la vicenda continua a dividere. Fratelli d’Italia ha diffidato il sindaco Roberto Gualtieri dal procedere all’acquisto dell’immobile, contestando modalità e tempi dell’operazione e chiedendo il pieno coinvolgimento dell’Assemblea capitolina in una scelta che, secondo il partito, comporterebbe l’impiego di risorse pubbliche per decine di milioni di euro. Sulla stessa linea si è mosso il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, invitando il Campidoglio a rinunciare all’acquisizione e sostenendo che Comune, Regione e Ater debbano individuare alloggi regolari per le famiglie aventi diritto. Le sue dichiarazioni, in cui ha parlato della necessità di “sanificare Roma dal virus dell’illegalità”, hanno provocato la reazione del capogruppo del Pd in Assemblea capitolina, Giovanni Zannola, che le ha definite un linguaggio che “disumanizza centinaia di uomini, donne e bambini”. Rampelli ha respinto le accuse, ribadendo di aver chiesto soluzioni abitative alternative per gli sfollati.

Nel frattempo proseguono le iniziative di solidarietà organizzate davanti allo stabile: in serata Matteo Garrone e Massimo Ceccherini hanno presentato il film “Pinocchio” nell’ambito delle attività a sostegno del presidio.