Spin Time, un accordo ponte per far rientrare i 400 occupanti

Nuova riunione in prefettura ma non c’è ancora una soluzione. Malori per il caldo

Bambini di fronte allo Spin Time
Bambini di fronte allo Spin Time

Ancora non c’è una soluzione per lo Spin Time, ma forse una luce in fondo al tunnel c’è. È stata avanzata dal Comune di Roma un’ipotesi di accordo ponte con la proprietà dello stabile Spin Time, occupato da ben 13 anni nel rione Esquilino e fatto sgomberare a seguito dell’incendio divampato nella notte tra il 30 e il 31 luglio. Oggi a via di Santa Croce in Gerusalemme, dove si sono accampati gli occupanti, è arrivato anche lo scrittore Roberto Savjano.

La situazione dello Spin Time al centro dei prossimi vertici

L’obiettivo primario della giunta è prendere in consegna l’edificio con estrema rapidità, così da poterne avviare la messa in sicurezza e permettere la rientrata dei nuclei familiari, attendendo al contempo che si completino gli iter normativi per l’acquisizione definitiva tra i beni del patrimonio comunale. Il piano strategico è stato presentato ed esaminato durante la seduta odierna svoltasi in Prefettura con la partecipazione del prefetto Lamberto Giannini, del primo cittadino Roberto Gualtieri, del vicario della Diocesi romana monsignor Baldo Reina e del questore Roberto Massucci. Nei prossimi vertici sarà valutato ulteriormente.

Il Comune disposto a far parte dell’accordo 

Nel dettaglio, il progetto elaborato dalle istituzioni cittadine intende realizzare: L’acquisizione dell’immobile sulla base della valutazione dell’Agenzia del demanio o dell’Agenzia delle entrate e la contestuale stipula di un accordo ponte, ai sensi dell’articolo 1322 del Codice civile, finalizzato ad assicurare l’immediata disponibilita’ dell’immobile a Roma Capitale, e a consentire, nel piu’ breve tempo possibile, il rientro delle famiglie e delle persone piu’ fragili.

Malori per il caldo, anziani e bambini bisognosi di cure

Nel frattempo, giunti al sesto giorno di protesta continuativa di fronte al complesso — dove risiedono abitualmente circa 400 cittadini, tra cui un centinaio di minori — la situazione sta precipitando sul piano medico. Diversi militanti hanno denunciato come le ambulanze siano dovute intervenire a più riprese per gestire casi di elevata gravità clinica. Si sono registrati diffusi fenomeni di disidratazione, svenimenti improvvisi e colpi di calore causati dal stazionamento prolungato sotto il sole e dal calore radiante dell’asfalto, che impedisce il riposo anche nelle ore notturne. La postazione medica allestita in loco non riesce più a far fronte da sola alle necessità di tutte le persone bloccate sul marciapiede. Tra gli abitanti rimasti all’esterno figurano molti anziani, pazienti affetti da patologie croniche (diabete, ipertensione, cardiopatie, insufficienze renali), persone attualmente in cura chemioterapica e donne in stato di gravidanza.

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