Categorie: Cronaca

Spin Time Labs, l’incendio che riaccende il caso: 400 persone evacuate, stabile sotto sequestro

Occupato dal 2013 dai movimenti per il diritto all'abitare in un ex immobile Inpdap, ospita da anni famiglie e attività sociali e culturali, ed era già al centro di un confronto istituzionale e giudiziario sul suo futuro

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Un incendio divampato ieri sera intorno alle 22:30 nello stabile occupato di Spin Time Labs, in via Santa Croce in Gerusalemme all’Esquilino, ha riportato al centro dell’attenzione una delle occupazioni abitative più note della Capitale. Le fiamme, partite secondo gli attivisti da un locale tecnico affacciato sul cortile interno, sono state rapidamente domate senza feriti né danni gravi all’edificio. Ma è bastato l’intervento di vigili del fuoco e forze dell’ordine per far dichiarare l’immobile inagibile e disporne il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, costringendo circa 400 persone a lasciare le proprie abitazioni.

Gli occupanti hanno trascorso la notte in diversi spazi del quartiere, tra cui il Polo civico Esquilino, il Centro servizi per il volontariato, il Centro anziani e la palestra della scuola Di Donato. Nel pomeriggio si è svolta davanti al palazzo un’assemblea pubblica che ha portato in piazza circa 500 persone, con la partecipazione di associazioni, sindacati e, per il Comune, degli assessori Tobia Zevi e Barbara Funari, oltre all’ex assessore Andrea Catarci. I volontari hanno lanciato sui social una raccolta di beni di prima necessità per le famiglie sfollate.

Gli attivisti rivendicano una reazione tempestiva degli abitanti, che sarebbero riusciti a spegnere il principio d’incendio ed evacuare lo stabile in pochi minuti. Contestano però le modalità dei controlli successivi: il rientro nelle case sarebbe consentito solo uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni essenziali, e alcuni appartamenti sarebbero stati aperti forzatamente nonostante la disponibilità delle chiavi.

Il caso è approdato in Prefettura, dove il prefetto Lamberto Giannini ha convocato una riunione a cui hanno preso parte il sindaco Roberto Gualtieri, il vicario generale della Diocesi di Roma monsignor Baldo Reina, il questore Roberto Massucci, l’assessore Zevi e i rappresentanti della proprietà dell’immobile. Al centro del confronto la tutela delle persone coinvolte, tra cui famiglie con bambini, anziani e persone con patologie: Roma Capitale ha assicurato una prima sistemazione ai più fragili, anche in considerazione delle alte temperature di questi giorni. La proprietà ha espresso disponibilità a collaborare nella ricerca di un percorso condiviso.

L’incendio ha riacceso anche lo scontro politico. Dal centrodestra, con posizioni di Fratelli d’Italia e Lega, sono arrivate richieste di non consentire il rientro degli occupanti nello stabile. Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha chiesto “decisioni chiare” e il ripristino della legalità, sottolineando che “la sicurezza delle persone viene prima di tutto”. Gli attivisti, dal canto loro, hanno risposto annunciando: “Da ora siamo un presidio permanente”, chiedendo solidarietà alla cittadinanza.

Occupato dal 2013 dai movimenti per il diritto all’abitare in un ex immobile Inpdap, Spin Time Labs ospita da anni famiglie e attività sociali e culturali, ed era già al centro di un confronto istituzionale e giudiziario sul suo futuro. Sul tema era intervenuta anche la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli, rispondendo alle sollecitazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Quarzo sull’ipotesi di sgombero, e assicurando aggiornamenti dopo un confronto con la segreteria del sindaco. Resta ora da capire quando gli abitanti potranno rientrare e quali interventi saranno necessari per la messa in sicurezza dell’edificio, mentre nelle prossime ore proseguirà il coordinamento tra istituzioni, servizi sociali e proprietà.