Sempre più comuni, spaventati dai mancati incassi per le agevolazioni sulla sosta a pagamento, equiparano le auto ibride a quelle a motore tradizionali. Risultato, tutti debbono pagare
Dal bonus al malus, il passo è breve se c’è di mezzo il motore ibrido. Da quando i Comuni, Roma in testa, hanno deciso, per agevolare l’acquisto di auto ibride, di esentare dal pagamento della sosta i citati veicoli, per le casse municipali sono dolori. Se aumentano le auto ibride, aumentano le esenzioni. E le amministrazioni non incassano. E ora è tempo di fare retromarcia. A Ciampino, per esempio, sono in arrivo nuove regole, più stringenti. Il Comune si appresta a introdurre significative modifiche al regolamento sulla sosta a pagamento per le auto ecologiche, ossia ibride ed elettriche.
Tutto passa per la revoca della delibera di giunta n. 250 del 29 novembre 2024, che attualmente prevede l’esenzione dal pagamento per le auto ibride ed elettriche e agevolazioni per i consiglieri comunali. Insomma, attualmente a Ciampino i veicoli a propulsione ibrida ed elettrica beneficiano della sosta gratuita nelle aree contrassegnate da strisce blu. Questa misura era stata adottata per incentivare l’adozione di mezzi a basso impatto ambientale. Tuttavia, con la revoca della delibera, anche questi veicoli saranno soggetti al pagamento delle tariffe standard previste per la sosta a pagamento.
E non è che al Nord Italia vada meglio. Già due anni fa, nella ricca Treviso, ci fu la retromarcia. “Ci dispiace quando andiamo a togliere un’agevolazione. Ma non possiamo fare altrimenti: la sosta gratuita per auto elettriche ed ibride pesa dai 300 ai 400mila euro all’anno sul bilancio comunale. E non possiamo più permettercelo. Quei soldi dobbiamo utilizzarli per servizi ai cittadini e per fronteggiare gli aumenti”, aveva chiarito il vicesindaco Andrea De Checchi, spiegando senza troppi giri di parole, perché chi ha mezzi elettrici o green deve pagare la sosta in centro negli stalli blu esattamente come tutti gli altri. Fine di un’era.