Categorie: Cronaca

Un treno per restituire la vista: il viaggio dell’ospedale su rotaia nella Mongolia Interna

Oltre 700 interventi già eseguiti, con una proiezione che punta a toccare quota 1.200 operazioni entro la fine della missione a Hohhot

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C’è un treno, nel nord della Cina, che non trasporta merci né passeggeri in viaggio d’affari, ma speranza. È il cosiddetto “ospedale su rotaia”, un convoglio attrezzato con sale operatorie e strumentazione oftalmica di ultima generazione, che da alcune settimane staziona a Hohhot, capoluogo della regione autonoma della Mongolia Interna, per offrire interventi gratuiti alla cataratta ai pazienti a basso reddito.

Il progetto, di natura interamente benefica, è arrivato in città il 5 luglio e ha iniziato a effettuare le prime visite diagnostiche il 17 luglio. Da allora, l’equipe medica a bordo lavora senza sosta: l’assistenza è prevista per un periodo complessivo di tre mesi, durante il quale il personale sanitario visiterà, selezionerà e opererà centinaia di pazienti che altrimenti non avrebbero accesso a cure di questo tipo.

I numeri raccontano l’entità dello sforzo organizzativo: oltre 700 interventi già eseguiti, con una proiezione che punta a toccare quota 1.200 operazioni entro la fine della missione a Hohhot. Le procedure chirurgiche si svolgono sia direttamente a bordo del treno-ospedale sia presso il Primo ospedale della città, che fa da base logistica e clinica al progetto, garantendo continuità assistenziale anche nella fase post-operatoria.

Dietro le immagini del personale medico al lavoro tra le carrozze attrezzate, dei pazienti visitati con cura negli ambulatori mobili e delle infermiere che accompagnano i convalescenti dopo l’intervento, si intravede un modello di sanità itinerante pensato per raggiungere le comunità più periferiche e a basso reddito delle vaste aree settentrionali del Paese – un tassello importante nella strategia cinese di riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure oculistiche.