Entusiasmo per la 34ma Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze con la partecipazione di circa ottanta espositori selezionati fra i quali un’ importante presenza di antiquari romani
Fino al 4 ottobre 2026 all’interno del seicentesco Palazzo Corsini si svolge la manifestazione d’antiquariato più prestigiosa d’Italia che vede riuniti gli Antiquari più importanti attivi in Italia, con qualche presenza dall’estero, e la presentazione di capolavori dell’arte che spaziano dal Rinascimento fiorentino, dipinti e sculture del Settecento e Ottocento, con esemplari di arti decorative di estrema qualità e rarità, fino alle Avanguardie del Novecento, tra cui opere di Andrea della Robbia, Giacomo Balla, Mirò, fino a Fontana, De Chirico e artisti emergenti.
La 34ª edizione vede il debutto alla guida della manifestazione del nuovo Segretario Generale, Bruno Botticelli, antiquario fiorentino e attuale Presidente dell’Associazione Antiquari d’Italia, in linea di continuità con il percorso tracciato dai predecessori Fabrizio Moretti e Giovanni Pratesi. Tra i principali obiettivi della sua direzione spicca la forte volontà di concretizzare rapporti di coesione con tutti gli antiquari e di fare sistema con il territorio e le istituzioni fiorentine, tra cui la Fondazione CR Firenze, la Casa Buonarroti e l’Opificio delle Pietre Dure, la Fondazione Palazzo Strozzi, affinché la BIAF sia strettamente connessa ai luoghi simbolo della storia, del restauro e con la più importante istituzione filantropica della città.
“Bisogna anticipare, cambiare, creare, non seguire il flusso ” – dichiara il Segretario Generale Bruno Botticelli – “L’arte non risolve i conflitti del mondo, ma può agire come elemento di connessione, come un collante tra mondi diversi, culture differenti e temporalità lontane.”
Con il patrocinio della Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e il prestigioso sostegno del Main Sponsor Gucci, la più antica mostra-mercato al mondo dedicata all’arte italiana si fa interprete del “futuro del classico”. Il percorso espositivo, valorizzato dalle nuove scelte scenografiche aperte firmate da Matteo Corvino e dagli arredi Minotti, fa dialogare la grande tradizione degli Old Masters con le avanguardie del Novecento e del contemporaneo, creando un percorso più arioso e facile da esplorare per collezionisti e appassionati.
A Firenze c’è un’ importante presenza di antiquari romani a dimostrazione della capacità della Capitale nel tenere testa alle altre città, come Milano e la stessa Firenze. Tra questi sempre di grande qualità l’allestimento di Alessandra Di Castro, dove spiccano tra i capolavori la collezione di corniole del principe Stanislao Poniatowski, fatte incidere nel desiderio di voler imitare gli antichi greci nella tecnica dell’intaglio in pietra dura, e il grande vaso in intenso blu cobalto con murrine floreali, eseguito a Murano tra il 1910 e il 1920; inoltre, lo stand di Gianluca Berardi presenta il “ritrovato” dipinto “Scultrice” di Mario Sironi, celebre per la fusione tra suggestioni metafisiche e classicismo monumentale, che dopo attente ricerche è stato identificato con la stessa opera presentata per la prima volta alla biennale di Venezia nel 1928, di cui non si aveva più conoscenza.
Di grande importanza storico artistica la scultura che ha vinto il primo premio nella sua categoria della Galleria Gomiero dal titolo “Baccante stanca” di Giovanni Dupré, in cui l’artista raggiunge il culmine del suo periodo “neo-greco”, sviluppato intorno alla metà degli anni Cinquanta dopo la riscoperta della statuaria classica durante il viaggio a Napoli del 1853. Duprè ne realizzò cinque copie per il grande successo dell’opera e questo esemplare in mostra, proveniente dagli eredi Ciseri e commissionato dal re del Portogallo, mostra l’altissima qualità dell’incisione e del modellato.