Categorie: Economia urbana

Cina, l’AI generativa supera quota 700 milioni di utenti

La penetrazione supera il 50%. Il 76% degli utilizzatori ricorre all’intelligenza artificiale per rispondere alle domande, mentre il 38,7% degli internauti ha acquistato dispositivi smart negli ultimi sei mesi. Pechino accelera anche su supercomputer e robotica

Pubblicato da

L’intelligenza artificiale generativa ha superato i 700 milioni di utenti in Cina, con un tasso di penetrazione superiore al 50% della popolazione. È il dato principale contenuto nell’ultimo rapporto del China Internet Network Information Center (Cnnic), presentato a Pechino in occasione della China Internet Infrastructure Resources Conference 2026.

Il numero fotografa la rapidità con cui l’AI è entrata nelle abitudini digitali cinesi e conferma la dimensione del mercato domestico su cui si stanno sviluppando applicazioni, infrastrutture e nuovi dispositivi basati sull’intelligenza artificiale.

L’AI come strumento quotidiano

Secondo il rapporto, gli utilizzi dell’AI generativa sono ormai diversificati, ma il principale resta quello conversazionale. Il 76% degli utenti utilizza infatti la tecnologia per ottenere risposte a domande.

L’adozione non si limita però ai chatbot. L’intelligenza artificiale sta progressivamente entrando nei processi industriali e nei servizi, contribuendo alla digitalizzazione e all’ammodernamento di diversi settori dell’economia cinese.

Cresce anche il mercato degli smart device

La diffusione dell’AI sta accompagnando una crescita della domanda di dispositivi intelligenti.

Negli ultimi sei mesi, secondo il Cnnic, il 38,7% degli utenti internet cinesi ha acquistato online almeno un dispositivo smart. Il dato segnala come l’evoluzione dell’intelligenza artificiale stia creando un mercato che va oltre il software e coinvolge hardware, elettronica di consumo e nuovi sistemi connessi.

Un supercluster da 100 mila Gpu

La crescita delle applicazioni si accompagna agli investimenti sulle infrastrutture necessarie per svilupparle.

Il rapporto segnala l’entrata in funzione del primo supercluster di intelligenza artificiale sviluppato autonomamente in Cina, dotato di 100 mila unità di elaborazione grafica.

L’infrastruttura punta a sostenere lo sviluppo nazionale delle tecnologie di AI e rappresenta uno degli elementi della strategia cinese per rafforzare la capacità di calcolo necessaria all’addestramento e all’utilizzo dei modelli di nuova generazione.

Dall’AI generativa ai robot

Un altro settore indicato dal rapporto come particolarmente dinamico è quello dell’AI incarnata, cioè l’intelligenza artificiale integrata in sistemi capaci di interagire fisicamente con l’ambiente e svolgere compiti complessi.

I robot dotati di queste tecnologie stanno trovando applicazioni in ambiti che vanno dalla produzione industriale alla chirurgia, fino ai servizi destinati alla vita quotidiana.

La combinazione tra modelli di AI, capacità di calcolo e robotica apre così una seconda fase dello sviluppo dell’intelligenza artificiale: dalla generazione di contenuti e dalle interazioni digitali all’esecuzione di attività nel mondo fisico.

La sfida industriale

Per il Cnnic, l’adozione dell’AI generativa sta contribuendo a una trasformazione dei settori industriali cinesi, rendendo più intelligenti processi e attività produttive.

Il dato dei 700 milioni di utenti si inserisce quindi in un ecosistema più ampio, nel quale alla diffusione dell’AI tra i consumatori si affiancano investimenti nelle infrastrutture di calcolo, sviluppo di dispositivi intelligenti e applicazioni industriali.

La Cina si trova così a costruire contemporaneamente domanda, infrastrutture e applicazioni per l’intelligenza artificiale, con una base di utenti che ha ormai superato la soglia della metà della popolazione.