Dopo periodo drammatico il terziario lentamente risale la china
Un settore che sta lentamente risalendo la china, dopo un periodo drammatico caratterizzato da tantissime cancellazioni d’impresa e dalla conseguente espulsione dal mercato del lavoro di numerosi addetti. E’ quanto emerge dal rapporto sull’evoluzione del mercato del lavoro e delle imprese nel settore terziario, commercio e servizi della regione Lazio, presentato al Cnel.
Nel “terziario”, secondo il report, le cancellazioni sono state quasi 17 mila nel 2021 dalle 12 mila del 2019: un balzo del 42%. Una dinamica che appare ancora piu’ negativa nel commercio, dove, in soli 8 mesi, si e’ passati da 6 mila cancellazioni ad oltre 10 mila (+59%): vuol dire ogni giorno, in media, 41 saracinesche abbassate per sempre. “Nel secondo trimestre del 2021 nel Lazio c’e’ stato un aumento del processo di espulsione delle imprese dal sistema economico: si e’ passati da 500.616 unita’ (secondo trimestre del 2020) alle 499.280 del 2021, con un calo di 1.336 imprese attive.
E il terziario conferma questa tendenza negativa. Tra i settori piu’ colpiti il commercio all’ingrosso e quello al dettaglio. Ed e’ Roma la provincia con la performance peggiore (-4,6% di imprese attive nel commercio nel II trimestre 2021 rispetto al II trimestre 2020). Nella regione, invece, si registra un saldo positivo consistente per le attivita’ immobiliari (+1.648 imprese nel confronto giugno 2019-giugno 2021) e per le attivita’ professionali (+2.009 nello steso periodo)”, si spiega.
Il rapporto, realizzato da un team interdisciplinare di ricerca coordinato dall’Universita’ degli Studi Roma Tre, e’ giunto alla sua quinta edizione ed e’ stato commissionato dall’Osservatorio di Ebit Lazio, l’Ente Bilaterale del Terziario, Distribuzione e Servizi, costituito da Confcommercio e dai sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil del Lazio.