Categorie: Economia urbana

Riforma poteri per Roma appesa a un filo. Ciucci (Ance Roma-Acer): a Capitale servono poteri e risorse, appello ai partiti’

Ora responsabilità, riforma decisiva per essere competitivi come altre capitali europee'

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“La riforma costituzionale su Roma Capitale segna un passaggio decisivo: la sfida per il futuro della città non è più rinviabile, se vogliamo davvero competere con le grandi capitali europee”.
Così Antonio Ciucci, presidente Ance Roma-Acer, in una nota.
Per il Presidente dei costruttori romani: “Alla pari di Madrid, Londra e Parigi, Roma ha bisogno di una cornice normativa, di poteri e risorse adeguate al suo ruolo di Capitale della Repubblica. Senza questi strumenti, ogni ambizione di sviluppo strutturale rischia di rimanere incompiuta. Come costruttori, rivolgiamo un appello alla responsabilità di tutte le forze politiche, affinché si agisca con visione e nell’interesse non solo dei cittadini romani, ma dell’intero Paese – ha sottolineato -. Rafforzare Roma non è una rivendicazione di parte, ma una scelta strategica e nazionale.
Le imprese sono pronte a fare la propria parte per fare di Roma un laboratorio di innovazione, sostenibilità e qualità urbana; ma è indispensabile una riforma che garantisca semplificazione amministrativa e condizioni stabili per una programmazione di più lungo periodo. Solo così – ha precisato il presidente Ance-Acer – sarà possibile affrontare in modo efficace priorità come la casa, la rigenerazione urbana e lo sviluppo infrastrutturale, restituendo a Roma il ruolo che le compete in Europa e nel mondo”.

La riforma costituzionale su Roma Capitale rischia, infatti,  di bloccarsi dopo l’astensione del Pd al primo voto alla Camera. La maggioranza di Governo, e in particolare Fratelli d’Italia, chiede ai Dem un sostegno chiaro e senza condizioni per proseguire l’iter del provvedimento.

Nel frattempo è stato eletto presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Andrea De Priamo, senatore romano di FdI, che seguirà il dossier sui nuovi poteri della Capitale. De Priamo ha parlato di volontà di dialogo, ma ha anche avvertito che il tavolo tecnico sulla legge ordinaria collegata alla riforma resterà sospeso finché il Pd non chiarirà la propria posizione.

Il Partito democratico chiede infatti che, insieme alla riforma costituzionale, proceda anche una legge ordinaria che garantisca adeguate risorse economiche a Roma, per evitare che i nuovi poteri restino privi di strumenti concreti.

Secondo FdI, invece, l’atteggiamento del Pd mette a rischio una riforma costruita insieme e potrebbe indebolirla anche in vista di un eventuale referendum confermativo nazionale.