Categorie: Economia urbana

Roma, 400 milioni per rendere balneabile il Tevere entro il 2032

Parte il piano per il risanamento del fiume. Già disponibili 130 milioni, mentre dal 2027 partiranno censimento degli scarichi, monitoraggio delle acque e progettazione. Gli interventi principali sono previsti tra il 2028 e il 2031. Acea coordinerà il programma.

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Roma punta a riportare i cittadini sul Tevere anche per fare il bagno. Il Campidoglio ha definito il cronoprogramma per rendere balneabili alcune aree del fiume entro il 2032, mettendo in campo un programma di interventi da circa 400 milioni di euro.

Il piano è stato definito oggi dal tavolo tecnico interistituzionale istituito a gennaio e riunito in Campidoglio. Al centro c’è il risanamento del Tevere, con interventi destinati a ridurre le fonti di inquinamento e migliorare stabilmente la qualità delle acque.

«Il risanamento del Tevere è il cuore di questo progetto», ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, sottolineando che l’obiettivo è arrivare nel 2032 alla balneazione in alcune aree del fiume.

Le risorse: 130 milioni già disponibili

Una prima tranche di finanziamenti è già stata individuata. Sono 130 milioni di euro le risorse immediatamente disponibili, provenienti principalmente dal Servizio idrico integrato di Acea, dal masterplan del parco fluviale comunale e dall’ultimo assestamento del bilancio capitolino.

Nel dettaglio, 90 milioni arrivano dal Servizio idrico integrato di Acea, 20 milioni dal masterplan del parco fluviale e 10 milioni dall’assestamento di bilancio di Roma Capitale.

A queste risorse si aggiungono 4,8 milioni di euro destinati al piano regionale per la sicurezza idraulica del Tevere e altri 5,2 milioni per il contratto di fiume dell’Aniene.

La restante parte dei circa 400 milioni necessari sarà reperita nel corso dell’attuazione del programma.

Dal 2027 parte la fase operativa

Il cronoprogramma prevede un percorso articolato su più anni.

Già dal 2027 partiranno la pianificazione, i rilievi, il censimento degli scarichi, la realizzazione della rete di monitoraggio e la modellazione idraulica.

Tra il 2028 e il 2031 sarà invece concentrata la fase principale degli interventi di risanamento. Dal 2031 è prevista l’attivazione progressiva delle prime aree pilota, in vista dell’obiettivo della balneabilità nel 2032.

La prima fase riguarderà in particolare il tratto urbano compreso tra Ponte Milvio e Ponte dell’Industria, con l’analisi degli scarichi e il monitoraggio della qualità delle acque.

Acea al centro del progetto

Un ruolo industriale centrale sarà affidato ad Acea, che coordinerà le attività tecniche e gli interventi previsti dal cronoprogramma.

«Metteremo a disposizione la nostra capacità industriale per guidare i progetti», ha spiegato l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo, secondo cui il piano potrà produrre effetti non solo sul Tevere e sulla città di Roma, ma anche sul sistema ambientale ed economico dell’intero Lazio.

Il progetto si inserisce infatti in un programma più ampio di interventi sulla rete idrica e sui collettori. Alcune opere già in corso, anche nei quadranti della Tiburtina e di Prato Lungo, hanno un impatto diretto sulla qualità delle acque del Tevere e dell’Aniene.

Un sistema unico per controllare le acque

Uno degli elementi qualificanti del piano sarà il monitoraggio scientifico. I dati sulla qualità delle acque saranno raccolti attraverso la piattaforma Siita, il Sistema informativo integrato Tevere-Aniene della Città metropolitana.

Il sistema metterà in rete le informazioni provenienti da Istituto superiore di sanità, Ispra, Regione Lazio e Arpa Lazio, consentendo di verificare nel tempo l’evoluzione della qualità delle acque e l’efficacia degli interventi.

I dati saranno inoltre resi disponibili ai cittadini.

Non solo balneazione

Il progetto non si limita alla possibilità di fare il bagno nel fiume. L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è più ampio e riguarda la rinaturalizzazione e la riqualificazione del Tevere, insieme alla sua maggiore accessibilità.

«Il progetto è entrato nel vivo», ha sottolineato l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, ricordando che il programma si integra con il lavoro già svolto sui parchi fluviali e con i Contratti di fiume Tevere e Aniene.

La strategia punta quindi a mettere a sistema gli interventi già realizzati e quelli ancora da avviare, dal risanamento delle acque alla sicurezza idraulica, fino alla fruibilità delle sponde.

Un progetto che coinvolge più istituzioni

Il piano nasce da un lavoro interistituzionale che coinvolge Roma Capitale, Regione Lazio, Città metropolitana, ministero dell’Ambiente, Acea, enti di ricerca e autorità di bacino.

Al tavolo partecipano, tra gli altri, Istituto superiore di sanità, Ispra, Arpa Lazio e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.

Il prossimo passaggio sarà dunque trasformare il cronoprogramma in cantieri e interventi concreti. La sfida è arrivare al 2032 con acque che rispettino i requisiti necessari per la balneazione, facendo del Tevere non soltanto un simbolo di Roma, ma anche una nuova infrastruttura ambientale e urbana per la città.