Entrato in funzione il nuovo impianto realizzato da Areti per Roma Capitale. Installati 222 apparecchi tra carreggiate e marciapiedi. In corso anche il progetto per il restauro delle otto lanterne storiche.
È entrata in funzione nei giorni scorsi la nuova illuminazione di Ponte Flaminio, realizzata da Areti e finanziata da Roma Capitale con un investimento di oltre 310 mila euro. L’intervento punta a rinnovare un impianto ormai datato, migliorando sicurezza ed efficienza e, allo stesso tempo, valorizzando le caratteristiche architettoniche e monumentali del ponte.
All’accensione del nuovo impianto erano presenti il sindaco Roberto Gualtieri, l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo, l’assessora ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture Ornella Segnalini, il presidente del Municipio XV Daniele Torquati, l’amministratore delegato di Areti Raffaele De Marco e rappresentanti della Soprintendenza di Stato.
Il progetto è stato sviluppato da Areti su richiesta del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici, con l’obiettivo di garantire l’illuminazione delle carreggiate e dei percorsi pedonali senza modificare l’aspetto dell’opera. Le soluzioni tecniche sono state definite attraverso un confronto con la Soprintendenza, tenendo conto delle caratteristiche del ponte progettato dall’architetto Armando Brasini e realizzato tra il 1939 e il 1951.
L’infrastruttura, lunga circa 300 metri e larga 27, è caratterizzata da cinque arcate. Per limitare l’impatto sulla circolazione, particolarmente intensa nel quadrante nord della Capitale, gran parte dei lavori è stata eseguita nelle ore notturne.
Il nuovo impianto comprende complessivamente 222 apparecchi illuminanti. Sulle carreggiate sono stati installati 98 corpi illuminanti, 49 per ciascun senso di marcia, fissati alla sommità dello spartitraffico centrale già esistente. Disposti a coppie e orientati in direzioni opposte, consentono di illuminare entrambe le carreggiate senza la necessità di installare nuovi pali.
Lungo i due marciapiedi sono invece presenti 124 apparecchi a semi-incasso, organizzati in quattro gruppi. La luce radente è indirizzata verso i parapetti in travertino, contribuendo a illuminare i percorsi pedonali e a mettere in risalto le linee architettoniche del ponte. Il posizionamento degli apparecchi è stato studiato anche per evitare l’abbagliamento degli automobilisti.
È inoltre in corso, in accordo con la Soprintendenza di Stato, la definizione del progetto per il restauro delle otto lanterne storiche del ponte. L’intervento riguarderà le strutture in ferro e policarbonato e prevede anche il rinnovo degli impianti elettrici e illuminotecnici. Due lanterne, una grande e una piccola, sono già in laboratorio per lo studio delle soluzioni tecniche e architettoniche.
La nuova illuminazione completa un più ampio programma di riqualificazione del Ponte Flaminio avviato da Roma Capitale. Nel 2025 il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici aveva realizzato, con un investimento di circa 600 mila euro, la pulitura e il trattamento protettivo delle superfici in travertino.
Complessivamente, per gli interventi sul travertino e per il nuovo impianto di illuminazione, Roma Capitale ha investito circa 900 mila euro.
«Abbiamo completamente rinnovato l’illuminazione di Ponte Flaminio, intervenendo sia sulle carreggiate sia sui marciapiedi monumentali», ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando come l’intervento migliori sicurezza ed efficienza e, al tempo stesso, valorizzi l’architettura del ponte «senza introdurre elementi che ne alterino l’aspetto».
Per l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo si tratta di un intervento «importante per un’opera simbolo di Roma e un’arteria fondamentale per il quadrante nord della città». Palermo ha evidenziato il lavoro progettuale realizzato da Areti, con soluzioni illuminotecniche sviluppate appositamente per le caratteristiche del ponte.
L’assessora Ornella Segnalini ha invece sottolineato come il progetto abbia integrato «le esigenze tecniche e di sicurezza» con quelle di tutela dell’architettura. La luce radente e l’assenza di nuovi pali, ha spiegato, consentono di migliorare l’illuminazione mantenendo leggibili le linee e i materiali dell’opera.
Il nuovo impianto rappresenta così un ulteriore intervento di valorizzazione del Ponte Flaminio, in attesa del completamento del progetto di restauro delle storiche lanterne.