La prima parte degli interventi, in particolare, ha permesso la rimozione di 500 metri quadri di asfalto nell'area centrale, fresando e demolendo il sottofondo per 60 centimetri, portando alla rimozione di 530 tonnellate di rifiuti trasportati in discariche autorizzate.
Questa mattina è stata inaugurata la conclusione dei lavori di depavimentazione in una delle tre aree spartitraffico all'incrocio con viale Mazzini, dove cartelloni pubblicitari e i parcheggi abusivi hanno lasciato il posto a un'area verde.
Con pavimentazioni drenanti e nuove piante, rinasce l’area di piazzale Clodio, a Roma. Questa mattina è stata inaugurata la conclusione dei lavori di depavimentazione in una delle tre aree spartitraffico all’incrocio con viale Mazzini, dove cartelloni pubblicitari e i parcheggi abusivi hanno lasciato il posto a un’area verde. All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e l’assessora capitolina all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi. “Questo è un intervento molto importante, non solo perché si completa il disegno originario di viale Mazzini dell’architetto De Vico, mai completato, ma poi si porta avanti un lavoro di depaving che è essenziale in questi giorni di altissime temperature”, ha spiegato Gualtieri -. Siamo di fronte a dei cambiamenti irreversibili che richiedono di ridurre la superficie di asfalto e aumentare la superficie verde e permeabile per abbassare le temperature”.
La prima parte degli interventi, in particolare, ha permesso la rimozione di 500 metri quadri di asfalto nell’area centrale, fresando e demolendo il sottofondo per 60 centimetri, portando alla rimozione di 530 tonnellate di rifiuti trasportati in discariche autorizzate. Dopo la depavimentazione, sono state posate le pavimentazioni drenanti che consentono al suolo di assorbire acqua e mitigare il calore ed è stata rinaturalizzata l’area: sono state messe a dimora sei nuove alberature di Cupressus sempervirens. Pyramidelis, di oltre 25 anni di età, con 144 metri cubi di nuovo terreno da coltivo. Inoltre, sono state piantate 52 piante tappezzanti di Liriope Muscari e Myrtus communis Tarentina e circa 240 metri quadrati di nuove superfici a prato. Al centro dell’area, è stata inoltre posizionata la scultura dal titolo “Assalto all’olimpo”, di Bruno Liberatore. “Si tratta di un intervento che dal punto di vista paesaggistico distribuisce qualità e decoro a un’area che invece era brutta e degradata, con una colata di asfalto e un parcheggio abusivo, ma che poi assolve anche una funzione ambientale e climatica, perché concorre a questo lavoro di depaving che stiamo facendo in modo strutturale – ha sottolineato Gualtieri -. Oggi inauguriamo la conclusione di questo cantiere e l’inizio degli altri due, perché adesso facciamo il depaving anche nelle due aree laterali che non hanno nessuna funzione, sono dei pezzi di asfalto in mezzo alla strada, e che diventeranno delle aiuole verdi con le panchine che potranno essere fruite dai cittadini”, ha concluso.
Gli interventi proseguiranno infatti nelle due aree laterali. Anche qui i 1830 metri quadrati di asfalto verranno rimossi e sostituiti con pavimentazioni drenanti, aree a prato e terreno da coltivo. In aggiunta ci saranno 15 nuove alberature di Platanus Acerifelja, Quercus llex e Cercis Siliquastrum e 96 piante tappezzanti di Liriope Muscari e Myrtus communis Tarentina. Per le altre due aree la conclusione dei lavori è prevista entro la fine dell’anno. “Siamo tornati qui a piazzale Clodio per la conclusione di un intervento di depavimentazione e rinaturalizzazione che racchiude in sé tante azioni che stiamo attuando per la metropoli sostenibile – ha spiegato l’assessora Alfonsi -. Ad agosto 2025 abbiamo inaugurato la riqualificazione di viale Mazzini e di piazza Mazzini, che però terminava su una piazza completamente cementata, piazzale Clodio, nonostante nel disegno originario del progetto dell’architetto De Vico fosse prevista una punta naturale. Abbiamo scelto di restituire alla città questa porzione così come era stata inizialmente pensata, come luogo accogliente e verde. Le piante che abbiamo messo a dimora hanno bisogno di poca acqua, resistono al caldo e soprattutto assorbono il particolato e restituiscono un’aria pulita. La zona est della città e il centro storico sono tra quelle che hanno più isole di calore, e proprio nel Piano del verde della natura che poi presenteremo con il sindaco tutti i collegamenti, cioè i piccoli spazi che stiamo facendo, sono quelli fondamentali perché creano una rete ecologica”, ha concluso Alfonsi.