Un provvedimento articolato e controverso, che ha visto un serrato confronto in aula fino a notte inoltrata.
Alle prime luci dell’alba, dopo una lunga e intensa maratona d’Aula, il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma, ha approvato con 26 voti favorevoli e 8 contrari la proposta di legge regionale 171 per le semplificazioni in materia di urbanistica. Tra i punti più dibattuti, la contestata norma sui cinema dismessi, promossa da Fratelli d’Italia, modificata da un emendamento della giunta, accolto positivamente anche dall’opposizione. In sostanza, maggioranza e opposizione hanno raggiunto un accordo in base al quale per i cinema, ad oggi chiusi, restano ferme le disposizioni in vigore (cambio di destinazione d’uso con le percentuali 30 per cento commerciale, 70 per cento cultura). Per i cinema aperti, invece, è stata introdotta la possibilità di cambio di destinazione d’uso, con varie fasce di percentuale, fino ad arrivare ad un 50 per cento commerciale e un 50 per cento cultura. Soddisfatta la maggioranza, per l’approvazione della legge, ma festeggiano anche le opposizioni, soprattutto per il passo indietro sulla possibilità di riconversione dei cinema chiusi. Il consigliere Luciano Nobili di Italia Viva ha evidenziato come questa norma, in combinazione con altre, possa sostenere concretamente chi tiene vive le sale cinematografiche, definendo il risultato “positivo”. La proposta di legge, che nasce dal lavoro dell’assessore Pasquale Ciacciarelli competente per la materia fino a febbraio scorso, prevede molte disposizioni per il governo del territorio e le politiche della casa: dalla semplificazione urbanistica, ai cambi di destinazione d’uso, al recupero di edifici abbandonati ed alla banda dati per l’efficientamento energetico degli edifici. “È un testo organico e puntuale che ha pochi precedenti per la sistematicità degli interventi che incidono sul quadro normativo esistente. In questi mesi, considerata l’importanza e le ricadute che l’attuazione della norma comporterà per i nostri territori, abbiamo effettuato ulteriori riflessioni, frutto di approfondimenti anche con le realtà sociali, in base alle quali, nel rispetto delle linee programmatiche del presidente Rocca e di questa maggioranza. Ho presentato diversi emendamenti con cui si introducono discipline volte a regolare funzioni o attività, sia pubbliche che private, e, soprattutto, a semplificare e aumentare l’efficienza sotto il profilo burocratico amministrativo dando risposte più rapide ai territori di riferimento”, ha dichiarato l’assessore al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca, al Merito e all’Urbanistica della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni.
Un provvedimento articolato e controverso, che ha visto un serrato confronto in aula fino a notte inoltrata. A seguire passo dopo passo i lavori l’assessore Schiboni tra i banchi della Giunta, che ha espresso pareri sui numerosi emendamenti presentati, contribuendo direttamente con proposte correttive. Restando in tema di procedure, è significativo anche il coordinamento delle parallele procedure di valutazione ambientale, Via e Vas, per la prima volta riunite in un unico simultaneo percorso. La legge, inoltre, novella i tempi e i contenuti per l’aggiornamento periodico del Piano territoriale paesaggistico regionale, portandoli a tre dai precedenti cinque anni, al fine di sollecitare maggiormente questa attività. Il provvedimento rivede anche diverse disposizioni che riguardano il recupero dei sottotetti. Un intervento che coniuga il recupero a fini urbanistici di locali già presenti nelle abitazioni private con il contenimento del consumo di nuovo suolo. Relativamente ai temi dell’edilizia residenziale sociale, la legge interviene sulla determinazione del valore del canone calmierato adeguandolo, dopo 14 anni dall’entrata in vigore della legge, ai valori di mercato inevitabilmente profondamente mutati. Tuttavia, non sono mancate le critiche. Il consigliere del Pd Mario Ciarla ha espresso voto contrario, nonostante abbia riconosciuto un approccio più dialogico nelle ultime fasi del confronto e lo stralcio di norme problematiche come quelle sull’edilizia sanitaria. Ma ha ribadito la contrarietà all’emendamento sui seminterrati, definito inaccettabile. Anche Marietta Tidei di Italia Viva, ha sottolineato come la legge contenga ancora elementi poco coerenti, pur riconoscendo miglioramenti “grazie all’intervento dell’opposizione”. Ha apprezzato lo stralcio delle norme su cinema chiusi e sottotetti, ma ha annunciato voto contrario, denunciando l’assenza del presidente Rocca e chiedendo “un cambio di passo alla maggioranza”. Il consigliere Claudio Marotta di Verdi e Sinistra ha definito l’iter “accidentato” e la legge “incoerente”, lamentando l’inserimento di norme discutibili come quella sui seminterrati. Pur rivendicando il contributo dell’opposizione, ha espresso voto contrario. Sul fronte della maggioranza, invece, Marco Colarossi di Forza Italia ha esaltato il contributo della norma alla sburocratizzazione, rivendicando un metodo di lavoro basato sul dialogo. La consigliera della Lega Laura Cartaginese ha espresso soddisfazione per l’approvazione e ha elogiato l’assessore Schiboni e i predecessori, mentre Daniele Sabatini (Fratelli d’Italia) ha parlato di “legge attesa dai territori”, sottolineando come non riguardi solo le amministrazioni di centrodestra. Tutti hanno voluto ringraziare il personale del Consiglio per il lavoro svolto. L’assessore Giuseppe Schiboni, ringraziando l’Aula e gli uffici, ha chiuso i lavori con un messaggio di fiducia per le prossime fasi di attuazione della legge. Nonostante la forte polarizzazione su alcuni punti, il dibattito ha mostrato spazi di dialogo trasversale, in particolare sui temi della rigenerazione urbana e del patrimonio culturale.