Le temperature supereranno la media anche di 7-8 gradi, con picchi locali che potrebbero toccare i 40-41°C entro il weekend
L’Italia è ufficialmente entrata nella quarta ondata di calore dell’estate 2026. È questa la fotografia che emerge dall’ultimo bollettino del ministero della Salute, che nella prima parte della settimana disegna un crescendo destinato a toccare il picco domani, giovedì 30 luglio.
Campobasso resta la città più colpita: in bollino rosso, il livello di allerta massima, già da ieri, il capoluogo molisano manterrà lo stesso colore anche oggi, mercoledì 29 luglio, e dopodomani. Oggi le città con bollino arancione salgono a dieci – Bolzano, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo – mentre sono sedici quelle in giallo: Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Trieste, Venezia e Verona.
Le previsioni per i prossimi giorni non lasciano spazio a dubbi: le temperature supereranno la media anche di 7-8 gradi, con picchi locali che potrebbero toccare i 40-41°C entro il weekend. Numeri che alimentano un confronto sempre più concreto con l’estate del 2003, quella rimasta nella memoria collettiva come la più torrida di sempre, soprattutto al Centro-Nord: un record che fino a poco tempo fa sembrava impossibile da eguagliare, e che questa stagione 2026 sembra ormai avviata a superare.
Sarà giovedì 30 luglio la giornata più critica secondo il bollettino ministeriale. Delle 27 città monitorate, tre entreranno in allerta di livello 3 – la soglia più alta, che comporta possibili rischi per la salute anche della popolazione generale e non solo delle fasce più fragili: si tratta di Campobasso, Perugia e Rieti.
Altre sedici città si collocheranno invece al livello 2, corrispondente al bollino arancione, con pericoli concentrati sulle fasce più vulnerabili della popolazione: Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Pescara, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Nessuna città, va sottolineato, si troverà in una condizione di totale tranquillità: anche le restanti località monitorate manterranno comunque un bollino giallo, il livello 1 di pre-allerta, segno di un caldo che su tutto il territorio nazionale non conosce tregua.