Categorie: Green City

Il caldo divide Roma: cambia tra giorno e notte e a seconda del reddito

Nel quadrante orientale della città, con condizioni di maggiore fragilità economica, sostenere i costi della climatizzazione domestica o migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni rischia di trasformare il caldo in un ulteriore fattore di disuguaglianza

Pubblicato da

Il caldo, a Roma, non è uguale per tutti. Cambia da un quartiere all’altro, e soprattutto cambia radicalmente tra il giorno e la notte, disegnando due geografie della città completamente diverse. A raccontarlo sono i dati del sensore satellitare Modis della Nasa, che fornisce osservazioni giornaliere della temperatura superficiale su Roma con una risoluzione di circa un chilometro. L’analisi ha preso in esame il periodo tra il 17 e il 21 luglio scorsi, in coincidenza con la seconda ondata di forte caldo dell’estate, incrociando i dati con le 155 zone urbanistiche della città.

Due Rome, una di giorno e una di notte

La giornata più rappresentativa del fenomeno è stata il 18 luglio, con una temperatura diurna media di 35,6°C e un picco di 37,9°C registrato il giorno successivo a Casetta Mistica. Di giorno il caldo si concentra soprattutto nel quadrante orientale della città, dentro e fuori il Grande Raccordo Anulare: oltre a Casetta Mistica, toccano i valori più alti Torre Maura, Torre Angela, Tor Tre Teste, Romanina, Casilino e Alessandrina, tutte sopra i 37°C. Le temperature più basse si registrano invece nelle aree rurali e verso il mare, con Martignano che si ferma a 30,8°C e valori appena superiori a Castel Fusano, Castel Porziano e Ostia sud. A livello di Municipi, il V e il VI risultano i più caldi, mentre il X, favorito dal mare e dal verde, si mantiene sensibilmente più fresco.

Di notte la geografia si ribalta quasi completamente: la classifica dei quartieri più caldi vede scomparire la periferia orientale e affermarsi invece la città storica e compatta. Le temperature più elevate si registrano a Università, Casal Bertone e Verano (28,7°C), seguiti da San Lorenzo, Nomentano, Tuscolano nord e Celio. Nelle aree periferiche più verdi, come Castel Romano, Decima e Castel Porziano, le temperature scendono invece fino a 23°C: tra il quartiere più caldo e quello più fresco corrono, nella stessa notte, oltre cinque gradi di differenza. Il motivo di questo ribaltamento sta nella natura stessa dei materiali urbani: cemento e asfalto assorbono calore di giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, mentre le aree verdi e meno edificate si raffreddano molto più rapidamente.

L’isola di calore e le “Sette Rome”

Per misurare quanto le temperature cittadine si discostino da quelle delle aree rurali circostanti, è stato calcolato l’indice di intensità dell’isola di calore urbana, confrontando i dati con la stazione di riferimento di Fiumicino. Di giorno il fenomeno è più marcato nella periferia orientale, con Casetta Mistica che supera Fiumicino di quasi 4,5°C. Di notte, invece, a distinguersi sono i quartieri semicentrali: Università, Casal Bertone e Verano superano la temperatura di riferimento di oltre 3,2°C, mentre zone come Castel Romano risultano più fresche di oltre 2°C.

La lettura attraverso le “Sette Rome” – la suddivisione della città in fasce socioeconomiche e urbanistiche omogenee – conferma queste dinamiche: di giorno le differenze tra le diverse Rome sono contenute, con temperature che oscillano tra i 34,7°C della città-campagna e i 36°C della città storica e compatta. Di notte, invece, le distanze si ampliano notevolmente: la città storica resta la più calda con 28,3°C, seguita dalla città compatta, mentre la città-campagna scende fino a 24,5°C, quasi quattro gradi in meno.

Una geografia che non coincide con quella del reddito

Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi riguarda il rapporto tra caldo e condizioni economiche, che non sempre coincidono. La città storica è contemporaneamente una delle zone più ricche di Roma e quella con la maggiore isola di calore notturna, mentre la città-campagna, economicamente più fragile, risulta climaticamente più fresca. Le correlazioni statistiche confermano che il fattore determinante per il caldo notturno è soprattutto la forma urbana – consumo di suolo e densità abitativa – più che il disagio economico in sé.

Il discorso cambia però se si guarda al quadrante orientale della città, dove alle alte temperature diurne si sovrappongono spesso condizioni di maggiore fragilità economica: a Tor Bella Monaca-Torre Angela il reddito medio per contribuente si ferma a circa 21.700 euro, contro i 78.500 euro dei Parioli, e nello stesso territorio si registrano le incidenze più alte di famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza. In questi contesti, sostenere i costi della climatizzazione domestica o migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni rischia di trasformare il caldo in un ulteriore fattore di disuguaglianza, legato al fenomeno della povertà energetica.

L’esposizione alle temperature estreme, insomma, non dipende soltanto da dove si vive, ma si intreccia con reddito, età della popolazione, qualità abitativa e dotazione di servizi di prossimità. Individuare i territori in cui queste fragilità si sovrappongono resta una delle sfide principali per le politiche di adattamento climatico, che passano anche per più alberi, superfici permeabili e maggiore efficienza energetica degli edifici, con particolare attenzione ai quartieri e alle persone più vulnerabili.