Sul fronte dell’atmosfera, il pianeta ha vissuto il secondo settembre più caldo mai registrato: 16,27°C in media, 1,63°C in più rispetto all’epoca preindustriale
Nemmeno i grandi El Niño del passato erano arrivati a tanto. A settembre le acque della “regione Niño 3.4”, nel Pacifico, hanno raggiunto i 29,70°C, un massimo assoluto che batte quelli del 1982/1983, del 1997/1998 e del 2015/2016. Per gli scienziati di Copernicus, il servizio europeo per il clima, è la conferma dell’”intensità eccezionale” del fenomeno in corso.
L’effetto si è sentito ben oltre il Pacifico. La temperatura media dei mari, poli esclusi, è salita a 21,05°C, nuovo record per il mese e quasi un decimo di grado sopra il precedente primato del settembre 2023 (20,92°C). Sul fronte dell’atmosfera, il pianeta ha vissuto il secondo settembre più caldo mai registrato: 16,27°C in media, 1,63°C in più rispetto all’epoca preindustriale.
Il direttore di Copernicus Carlo Buontempo parla di una nuova serie di mesi sopra la soglia di 1,5°C, destinata a proseguire fino al 2027 con un El Niño ancora in intensificazione, e di un 2027 che potrebbe segnare un nuovo record globale. Superare il limite di lungo periodo dell’Accordo di Parigi, avverte, “è solo questione di tempo”. Ma sul margine dello sforamento e sulla sua durata, conclude, la partita è ancora aperta: “dipende ancora da noi”.