Un bambino su tre tra i 6 e i 10 anni usa il telefono ogni giorno. Il 41,8% dei 15-19enni si è rivolto all'IA quando si sentiva triste, solo o ansioso
Il rapporto con il digitale comincia sempre prima. Secondo Save the Children, in Italia il 32,6% dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa lo smartphone ogni giorno, contro il 18,4% del 2018-2019, e oltre 3 ragazzi su 5 tra gli 11 e i 13 anni hanno almeno un account social. Per rispondere al fenomeno il Bambino Gesù apre un nuovo ambulatorio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, con le prime visite sabato 3 ottobre nella sede di Baldelli.
Cresce anche il ricorso all’intelligenza artificiale: quasi un adolescente su tre tra i 15 e i 19 anni la usa ogni giorno e circa il 42% le chiede consigli su scelte importanti. “Il problema nasce quando la chat finisce per sostituire le relazioni con gli altri”, avverte Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria del Bambino Gesù. L’IA, aggiunge, tende a confermare il punto di vista di chi la interroga, ma non può assumersi la responsabilità della cura.
Il quadro si inserisce in una crescente richiesta di aiuto per la salute mentale dei minori: al Pronto Soccorso dell’ospedale le consulenze neuropsichiatriche sono passate da 155 nel 2011 a 1.675 nel 2025.
Vicari propone come criterio prudenziale di non dare uno smartphone personale prima dei 13 anni e di rimandare l’accesso autonomo ai social almeno fino ai 16, precisando che non sono soglie biologiche o diagnostiche. Se l’uso diventa difficile da controllare e compromette sonno, scuola o relazioni, è opportuno chiedere una valutazione specialistica. L’ambulatorio, con seduta settimanale, si prenota al Cup 06.68.18.1 con prescrizione per prima visita di Neuropsichiatria infantile.