Tv generalista, programmi da buttare

Ci uniamo al coro dei nauseati dai palinsesti di tutte le reti Tv. Film e fiction ripetute all'infinito, pubblicità che imperversa, anche quella sempre uguale. Fuggire? ma dove? Tanto il canone ci raggiungerà comunque

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Ma perché accendiamo ancora la TV per poi vagare sfiduciati tra i canali Rai e Mediaset? Penso che ce lo chiediamo quotidianamente, ma ad ogni nostra pausa la mano va automaticamente al telecomando e il divano/poltrona ci attirano come il canto delle sirene.

Ormai, però, è stato ufficialmente aperto il duello fra chi critica di più e meglio i palinsesti delle varie reti; su tutti, al momento, vince nettamente Massimo Gramellini che con la frase “Nella televisione italiana non esistono più le reti. Ci sono le ‘autoreti’” che sintetizza lo squallore e il nulla che si mimetizzano dietro ad ogni nostro desiderio di svago.

Film e format che si ripetono all’infinito saltando con allegra noncuranza da una rete all’altra, grazie anche alla condivisione dei diritti.

Alla fine, scopriamo che i veri tormentoni non sono i film ma le fiction, vere macchine da replica. Pensate che la serie del tenente Colombo nata nel 1971 con 69 episodi che vengono ripetuti quasi ogni anno registra ad oggi fra le 2.000 e le 4.000 trasmissioni o ritrasmissioni, come preferite, mentre Montalbano, in onda anche ora, può contare su circa un totale, di 1.100 e 1.800 repliche complessive sulla Rai.

La deduzione finale mostra come la TV generalista tenda a riciclare più che creare. D’altro canto le fiction hanno il vantaggio che, anche se viste e riviste creano una specie di legame “affettivo” con il personaggio o addirittura con l’attore che lo interpreta diventando così un sicuro riempitivo dei vari palinsesti.

Lo scontento è generale e non per niente sono nati i vari Netlfix, Sky, Infinity, ecc, con tanto di abbonamento fisso che varia per ognuno di essi, così come l’eventuale disdetta. Se ci sembrava di aver scoperto una via di fuga dalle reti classiche, ricordiamoci che su di noi, volenti o nolenti, gravano comunque i 90 Euro del sempre discusso abbonamento TV.

Già perché, la pubblicità porta circa 700 mln dei ricavi totali mamma Rai, poco per pareggiare i conti, ma con il canone riesce a galleggiare, mentre Mediaset nuota in acque limpide e sicure con un fatturato pubblicitario di circa 2,5 mld/anno; quindi Mediaset incassa dalla pubblicità circa 3 volte più della Rai.

All’interruzione pubblicitaria ci si sottrae in ogni modo, vuoi facendo zapping o qualunque altra cosa, ma dato che lo zapping ci porta regolarmente ad altra pubblicità: si opta per stendere la biancheria o bagnare i fiori; in ogni caso qualunque occupazione pur di non rivedere a ciclo continuo lo spazzolino elettrico che lava fra denti così distanti che ci passerebbe anche un mocio, o del detersivo che sbianca anche la traccia di un vecchio cioccolatino sfatto da molti anni. Mi chiedo se questo martellamento sempre uguale e ripetuto allo sfinimento spinga qualcuno ad effettuare l’acquisto proposto. Quella che in gergo si chiama adv è stata la maledizione più inattesa e incivile che ci potessimo aspettare.

Per finire vi racconto questa: lunedì 4 maggio ore 19,30/20 su Rai 4 + Italia 1 in contemporanea: Hawai Five O. Grazie a dio non lo stesso episodio ma comunque…

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