Maranza, il nuovo fenomeno criminale

I maranza ormai colpiscono ovunque, dalle periferie si spostano al centro di Roma per strappare qualche oggetto di valore ai malcapitati. Sono tanti e pericolosi odiano l'ordine sociale e le forze dell'ordine. Un vero fenomeno criminale

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Da dove viene non è ne’ chiaro ne’ sicuro, le sue radici pescano in varie direzioni, ma c’è una data certa ed è il 1988 quando Jovanotti piazza il termine “maranza” nella sua canzone “il capo della banda”. Da allora se ne fà grande uso per indicare giovani, soprattutto di periferia, che ostentano uno stile da strada con abbigliamento vistoso e firmato, atteggiamenti ostili provocatori e spesso aggressivi sia verso i civili e ancor di più verso le forze dell’ordine.

I maranza sono un fenomeno dilagante che rischia di diventare pericoloso e vessatorio quando dagli abituali sobborghi migrano verso la città e il suo centro. Sono bande miste: maggiorenni con minorenni, italiani e tanti extracomunitari, solo maschi, solo femmine o un po’ e un po’. Data l’estrazione socio/economica dei gruppi è chiaro che il loro primo intento è quello di disturbare, in qualunque modo, quello che potremmo definire l’ordine civile. Negli ultimi tempi, però, dall’importunare un contesto a loro odioso per invidia e ignoranza, sono passati alla rapina, ai colpi e ai furti in serie, oltre che alle aggressioni spesso senza ragione.

Roma e principalmente il suo centro storico sono diventate per loro mete ambite e redditizie.

Con il calare del buio, come topi, compaiono con felpa e cappuccio ben calato e strappano: catenine, bracciali, anelli, telefonini e qualunque cosa sia a portata di mano e abbia un degno valore. I passanti magari distratti, l’uscita da locali e ristoranti o i tunnel delle metropolitane sono il loro obiettivo. I maranza, per la Capitale, stanno diventando un vero incubo, sempre presenti nelle zone più frequentate sicuri che lì qualcosa beccano. E sicuri anche dell’impunibilità tanto che molti immigrati fra loro passano da denunce per rapine, furti, droga e violenza fino all’obbligo di dimora dove, per altro, non vengono mai trovati

Non si può che dare ragione al procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri che sollecita interventi concreti sulla giustizia penale: “Sono necessarie delle riforme che servano veramente a velocizzare i processi e a dare veramente risposte sulla sicurezza. Perché ogni volta che c’è un decreto di sicurezza si aumenta la pena massima di un anno o due, ma non cambia nulla. È il minimo della pena che bisogna alzare, sopra i quattro anni, altrimenti in carcere non si va”. Ma a questo sacrosanto pronostico non si può che obbiettare che le carceri scoppiano fino all’inverosimile e che la riforma della giustizia, qualunque essa sia, anche di questa vergogna deve tenere conto.

Nell’ultimo blitz anti maranza al Colosseo (7 luglio 26) i maranza identificati sono stati 150 e in sei sono finiti al cpr di Caltanissetta. E poi? poi verranno rilasciati più incazzati e scafati di prima e torneranno per le nostre strade pronti per entrare a far parte di un vero e proprio fenomeno criminale tanto che il Governo ha varato un DDL per combatterlo.

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