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ATAC e il crollo delle corse: l’incredibile storia del LAS

Nel 2016 -12 milioni di km. Ma nel contratto di servizio era già tutto previsto

Giacomo Di Stefano
di Giacomo Di Stefano | 2017-06-22 22/06/2017 ore 9:00

autobus fermi

Crollano i chilometri fatti da ATAC l’anno scorso, meno 5 milioni rispetto al 2015.

In questi giorni è uscito sulla stampa romana il dossier sulla produttività di ATAC nell’anno del Giubileo. Un report impietoso che elenca numeri da incubo per la municipalizzata dei trasporti romani. Guai che riguardano l’attesa media degli utenti romani (mezz’ora in più dei bolognesi), le 30mila corse metro saltate e i 1200 autobus scesi in strada su un parco vetture di oltre 2000 mezzi.

 

La visione del dossier ha indignato i tanti romani che ogni subiscono disagi a causa della scarsa manutenzione dei mezzi, dell’assenza di materiali e di una gestione del personale spesso non impeccabile.

Ma i risvolti della questione sono ancora più grotteschi e spiegano come ATAC e Roma Capitale già avessero previsto questo tracollo già nel contratto di servizio, il documento che attesta la disciplina del servizio del trasporto pubblico tra Comune e municipalizzata.

 

Una storia che deve partire da un acronimo di tre lettere, LAS (Livello Adeguato di Servizio), un parametro introdotto due anni per l’ottimizzazione del servizio e presente proprio nel contratto 2015-2019.

E qui iniziano i paradossi. Dal 2006 al 2012 i valori di produttività di ATAC sono andati dai 115,1 milioni di vetture-km del 2006 ai 106,2 del 2012.

Quale valore LAS è stato stabilito nel 2015 per il nuovo contratto di servizio? 101 milioni, ben al di sotto dei valori degli anni precedenti.

Nel grafico è possibile vedere il valore attuale del LAS con la linea rossa tratteggiata:

 

Un’ammissione di impotenza o la tattica di mettere un valore basso per poi poter dimostrare di aver raggiunto un valore al di sopra del LAS?

Vista l’involuzione del servizio, la prima ipotesi sembra quella più plausibile. Sorprende la posizione di Roma Capitale, consapevole – evidentemente – delle difficoltà aziendali e conscia di dover sacrificare parte dei servizi offerti dal trasporto pubblico capitolino.

E sorprende ancor di più quella scadenza del 2019 in cui il trasporto pubblico di Roma dovrebbe andare a gara. Riuscirà ATAC, date queste premesse, ad allontanare la concorrenza di grandi attori internazionali pronti a investire sul TPL capitolini?

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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