La “giustizia, pur con le sue reali difficoltà, si impegna a far fronte alle sfide di cambiamento che i tempi impongono, come emerge dalle riforme in atto”. È quanto affermato dal presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, in occasione dell‘inaugurazione dell’anno giudiziario. A parere di Pajno per sostenere il cambiamento occorre, attraverso le “riforme”, “restituire la giustizia amministrativa alla comprensione dei cittadini e al rapporto con le istituzioni”. Un obiettivo che stando a Pajno è possibile raggiungere con “valorizzando gli strumenti già esistenti e consentendone il rilancio” mediante “tre direttive principali”. La prima, afferma Pajno, è il “rilancio delle funzioni giurisdizionali, ispirato ai valori della chiarezza e della comprensibilità degli indirizzi, dell’adeguatezza dei tempi del processo, al dialogo tra giurisdizioni, al respiro europeo del giudice amministrativo. La seconda direttrice indicata dal Presidente è quella “del rilancio delle funzioni consultive, sia sugli atti normativi sia sulla risposta ai quesiti, anche in funzione di prevenzione del contenzioso”. L’ultima via per il cambiamento accennata da Pajno è invece quella del “rilancio in chiave contemporanea dell’organizzazione della giustizia amministrativa”.