Gli alberi della capitale mettono a rischio l’incolumità di romani e turisti?
Il mancato monitoraggio del verde pubblico costituisce un pericolo per motociclisti e pedoni? Gli ultimi fatti di cronaca sembrano rispondere positivamente a quella che sta diventando una minaccia dai contorni indefiniti.
Problemi che affondano le radici nell’ultimo decennio, dove la manutenzione e il monitoraggio degli alberi sono stati ignorati dalle passate amministrazioni che hanno preferito affidarsi al fato piuttosto che a un’opera pianificata di prevenzione. “In assenza di monitoraggio la verifica sulla stabilità spetta al clima – racconta a Radiocolonna Estella Marino, assessora all’Ambiente di Ignazio Marino – a Roma il ciclo di vita di molti alberi sta per terminare, senza interventi potrebbero esserci altri crolli”.
Nel tardo Impero di Ignazio Marino l’ex assessora ha tentato di indire un bando per il monitoraggio e l’indagine strutturale degli alberi di Roma, un progetto fallito a causa della fine della consiliatura che non è stato raccolto dalla gestione commissariale di Tronca. “Il modello-Villa Ada andrebbe esportato in tutta la città – prosegue l’esponente PD, oggi in corsa come consigliera comunale – trecento alberi controllati di cui quaranta abbattuti, un lavoro che deve includere tutti i 300mila alberi romani”.
Esistono molti arbusti – i pini in testa – che spesso non presentano segni di cedimento e secchezza, una caratteristica che li rende particolarmente pericolosi in caso di crollo imminente e che implica un controllo attento e programmato. Una crisi del verde acuita anche dalla parentesi di Mafia Capitale, dove la cricca criminale provocava le emergenze ambientali al fine di ottenere gli affidamenti diretti.
In attesa della nuova amministrazione, una via percorribile sembrerebbe la gestione partecipata del verde pubblico, dall’ampliamento degli orti urbani e delle ‘adozioni’ delle aree verdi da parte di cittadini e associazioni – sessanta le realtà sinora adottate – alla ricerca di sponsor privati. In altre città italiane ed europee – Milano in testa – molti abbellimenti ‘verdi’ che contribuiscono al decoro cittadino, come le aiuole, sono interamente curati dai privati. Un contributo di cui Roma avrebbe urgente bisogno. (Giacomo Di Stefano)