Arriva una nuova proposta per sostituire i vecchi “voucher” cancellati dal Governo per decreto: si chiama PrestO, con la o maiuscola, acronimo di “Prestazione Occasionale” e viaggia su un doppio binario: libretto famiglia e contratto occasionale nel caso delle imprese sotto i cinque lavoratori. È quanto prevede l’emendamento alla manovra presentato in commissione Bilancio alla Camera.
Il tetto unico ai compensi sarebbe di 5mila euro l’anno per ogni impresa e di 2.500 euro l’anno dallo stesso datore di lavoro per ogni lavoratore, con una prestazione di massimo quattro ore al giorno. Le prestazioni non potrebbero superare le 280 ore l’anno, altrimenti il lavoratore dovrebbe essere assunto a tempo indeterminato. Si prevede anche un compenso minimo di 9 euro all’ora.
Il contratto potrebbe essere utilizzato solo dalle imprese fino a cinque impiegati e il ricorso al contratto di prestazione occasionale sarebbe vietato alle imprese del settore agricolo, dell’edilizia e degli appalti. Invece il Libretto famiglia, provvisto di assegni da 10 euro, sarebbe utile per i piccoli lavori domestici come pulizia, manutenzione, lezioni private e assistenza a bambini, anziani, ammalati e disabili. Il datore di lavoro dovrebbe prendersi carico dei contributi alla gestione separata, del premio dell’assicurazione e degli oneri gestionali, per un totale di due euro.
Anche la Pubblica Amministrazione potrebbe fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, ma sono eccezionalmente o temporaneamente (in caso di calamità naturali o di attività e manifestazioni sportive).
La proposta arriva al termine di una giornata ancora segnata dallo scontro politico sulla nuova normativa.
Netto il ”no” di Mdp. Gli orlandiani (che contano tre membri in commissione Bilancio) annunciano la non partecipazione al voto sull’emendamento se i buoni lavoro varranno anche per le imprese. La segretaria della Cgil Susanna Camusso minaccia il ricorso alla Corte Costituzionale.