Deficit di programmazione, pochi ricoveri e difficoltà nell’intercettare le nuove forme di povertà. Alla vigilia dell’emergenza freddo che ogni anno si presenta puntuale prima dei mesi invernali, la Croce Rossa di Roma traccia a Radiocolonna un bilancio delle criticità e priorità da affrontare al più presto sul fronte della povertà. E lo fa partendo dalla sua esperienza personale e da alcuni report – come quelli di Caritas – che mettono l’Italia al secondo posto tra i Paesi che, dal 2010 al 2015, hanno più persone che si sono impoverite.
“Il volontariato non può sostituire le istituzioni, anche se spesso ci troviamo a intervenire là dove la presenza dello Stato non arriva – spiega a Radiocolonna Debora Diodati, presidente della CRI romana – come Croce Rossa siamo attivi tutto l’anno cercando di coprire il più possibile le zone critiche della Capitale”. Un lavoro che, in questi ultimi anni, ha dovuto fare i conti con forme emergenti di povertà. Oltre ai numeri, osserva la CRI, è importante anche osservare il profilo delle persone che si trovano a vivere per strada. Un identikit che è cambiato radicalmente, con tante persone che hanno perso il lavoro, che non riescono a pagare un affitto e molti giovani, la vera novità della nuova emergenza-poveri. Profili spesso non attrezzati a sostenere le difficoltà di vivere per strada e che hanno bisogno di forme d’aiuto differenti.
Chiara anche la posizione sulla famosa ‘emergenza freddo’. “È assurda chiamarla emergenza, visto che c’è ogni anno e potrebbe essere pianificata con maggiore anticipo e incisività – racconta Diodati – un problema che si presenta anche d’estate con il caldo e la contestuale chiusura dei nasoni”. Ad oggi, denuncia la Croce Rossa di Roma, ancora non c’è una programmazione per affrontare il freddo che si abbatterà a breve sulla Capitale e che colpirà tante persone che vivono per strada.