Quello che fa paura in Vaticano è l’instabilità, un governo con cui dialogare. Oltretevere aspettano le mosse del presidente Mattarella, ma la fiducia nel sistema politico di trovare una soluzione viene meno.
Certo, l’affermazione della Lega, viene vista, per non pochi aspetti, con preoccupazione. Se da una parte, infatti, il partito di Salvini dà una certa garanzia su temi come la difesa della famiglia tradizionale, la tutela delle radici cristiane, dall’altra i proclami di Salvini contro gli immigrati provocano sconcerto in tanti parroci e movimenti di base dell’associazionismo cristiano.
Il Carroccio ha cercato di smorzare questo timore, inserendo nel proprio interno due esponenti del Family Day, anche se, va detto, la Conferenza Episcopale Italiana non ha mai appoggiato formalmente la manifestazione del 2015.
Ma per chi hanno votato i cattolici? Una cosa è certa: il partito dei cattolici non c’è più e non può più risorgere. La parte più conservatrice ha visto nella Lega una possibile sponda rassicurante, i Cinque Stelle hanno raccolto una buona parte dei consensi di sinistra spiazzati da un Renzi fin troppo reboante, il Pd ha finito per raccogliere una parte dell’associazismo ma non troppo.
Il Vaticano durante questa tornata elettorale e quella precedente, del 2013, non si è espresso. Durante la campagna elettorale per le elezioni di cinque anni fa, ci furono le dimissioni a sorpresa di Benedetto XVI e tra le mura leonine le priorità erano altre. Sono note le simpatie dei Sacri Palazzi per Paolo Gentiloni, cattolico, ecologista e discendente di Vincenzo Ottorino Gentiloni – presidente dell’Unione elettorale cattolica italiana che nel 1913 strinse con i giolittiani il ‘Patto Gentiloni’, per superare il ‘non expedit’ di Pio IX e far tornare i fedeli cattolici a partecipare all’attività politica italiana.
Ma non è solo questo che avvicina Gentiloni al Vaticano: è anche un’agenda geopolitica che, da più lati, ha incrociato quella di Papa Francesco. Non è inviso , d’altra parte, neanche il nome fatto da Berlusconi di Antonio Tajani, che ultimamente ha incontrato più volte Bergoglio.