Vaccini: Cicchetti, obbligo strada segnata ma prevedere ambiti

Estendere l'obbligo a scuola, trasporti e pubblica amministrazione a contatto con pubblico

L’obbligo vaccinale per l’immunizzazione anti-Covid è una “strada segnata, per l’Italia come per gli altri Paesi, al fine di bloccare l’epidemia: a mio parere è una strada percorribile senza particolari problemi giuridici ma ritengo che l’obbligatorietà vada prevista non per tutti ma bensì per categorie precise, a partire dalla scuola, la PA ed i trasporti”. Ad affermalo all’ANSA è Amerigo Cicchetti, direttore di ALTEMS, l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Universita’ Cattolica di Roma. “Credo che l’obbligo vaccinale – spiega Cicchetti – vada previsto innanzitutto per la scuola, ovvero per gli studenti e gli insegnanti, al fine di limitare una accelerazione del contagio.

L’obbligo vaccinale infatti ridurrebbe al minimo la possibilità che la scuola possa diventare un veicolo di diffusione. Credo che l’obbligo sarebbe opportuno e fattibile per la scuola, dunque, a partire dagli studenti sopra i 12 anni, da estendersi anche ai più piccoli una volta che i vaccini saranno approvato anche per i bambini sotto gli 11 anni”. L’obbligo, prosegue, “andrebbe esteso anche all’Università, al personale dei trasporti ed a tutte quelle categorie della Pubblica amministrazione a contatto con il pubblico”. In altri termini, “se un’estensione globale a tutto il personale della PA potrebbe risultare difficile o sollevare ritrosie, il fatto di concentrare invece l’attenzione sul personale della PA a contatto con il pubblico renderebbe la cosa più fattibile e ragionevole.

Per gli altri infatti, i rischi si possono ridurre ricorrendo comunque al green pass e allo smart-working”. Rispetto alle eventuali difficoltà di tale percorso, “anche alla luce delle recenti pronunce del Tar del Lazio, che evidenziano come non ci siano dei limiti dal punto di vista normativo, e visto che i vaccini ci sono, io non vedo altri ostacoli”. Inoltre, ha aggiunto, “l’approvazione dell’Ema per i vaccini, pur fatta con un percorso accelerato, è una approvazione piena e quindi anche questo aspetto regolatorio non dovrebbe rappresentare un ostacolo”. Al momento “non ci sono altri Paesi che hanno previsto l’obbligo vaccinale anti-Covid. Tuttavia sono convinto che anche gli altri Paesi andranno inevitabilmente in questa direzione poichè ritengo inevitabile, purtroppo, – conclude Cicchetti – una ulteriore ripresa dei contagi nelle prossime settimane”.

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